PIAZZA ARMERINA: ARRESTATI PADRE E FIGLIO PER COLTIVAZIONE DI MARIJUANA PER UN VALORE DI CIRCA 25.000 MILA EURO.

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“Mettono su una vera e propria una vera e propria “catena di produzione” finalizzata alla coltivazione ed alla detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti: padre e figlio armerini, arrestati mentre le loro conviventi vengono denunciate dopo il rinvenimento di oltre Kg. 7,500 circa di marijuana pronta all’uso, nonché numerosissimi semi della medesima pianta, insieme a nr.38 piante ancora vegete e nr.112 già raccolte.”. Nella notte scorsa, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti –, hanno proceduto all’arresto dei congiunti – D’ALU’ Salvatore, classe 1982, giovane pregiudicato armerino,  di suo padre, D’ALU’ Giuseppe, classe  1940, pensionato, poiché colti, nella flagranza, in concorso tra loro e con le congiunte indagate in stato di libertà, C.C, classe 1954, rispettivamente madre e moglie dei due arrestati, e di F.S, classe 1977, convivente del DALÙ Salvatore – entrambe casalinghe – del delitto di cui all’art.73 del D.P.R. 309/90, per avere coltivato e prodotto presso un fondo nell’attuale disponibilità dei medesimi, sito in contrada San Marco, all’interno di una serra appositamente attrezzata, numerose piante di marijuana (nr.38 ancora vegete e nr.112 già raccolte), nonché detenuto kg.7,500 circa di marijuana pronta all’uso, nonché numerosissimi semi della medesima pianta, per un valore di circa circa 25.000 euro.
Il citato D’ALU’ Salvatore, altresì, è stato indagato dai poliziotti armerini per la detenzione di nr.2 pezzetti di sostanza, verosimilmente stupefacente tipo hashish, del peso complessivo di grammi 1,500, in parte rinvenutagli addosso ed in parte in una casa sita nei pressi della cattedrale armerina, nonché indagato ai sensi dell’art.697 c.p., per avere detenuto illegalmente un pugnale da punta e da taglio con filo superiore seghettato, arma bianca tipo pugnale con impugnatura anatomica, la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona- per la quale è obbligatoria la denuncia di detenzione alla competente Autorità ai sensi dell’art.38 del T.U.L.P.S.-   
In particolare, nella mattinata odierna, gli investigatori armerini nel corso di predisposti servizi di prevenzione e  repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, si recavano presso il domicilio della famiglia D’ALU’ in argomento, sito in contrada San Marco, al fine di ivi eseguire una mirata attività di perquisizione locale e personale, ai sensi dell’art.103/3° D.P.R. 309/90, negli immobili appartenenti al D’ALU’ Giuseppe e nella ulteriore disponibilità del  figlio D’ALU’ Salvatore, lì conviventi con moglie e convivente dei citati D’ALU’, presenti anch’esse nel corso dell’operazione.
Infatti, a seguito di mirativi servizi di perlustrazione delle contrade di questo centro, finalizzati alla individuazione di piantagioni illecite di piante tipo marijuana, che trovano il clima ideale nella stagione in corso per svilupparsi e produrre quindi, dopo il taglio, la sostanza stupefacente in argomento da immettere nel locale ambiente dello “spaccio”, da un preliminare sopralluogo esterno del sito, a distanza, si riscontrava la presenza di un locale sospetto, attiguo alle pertinenze del fabbricato adibito ad abitazione dei predetti, le cui caratteristiche artigianali di costruzione e copertura, lasciavano presagire all’esistenza di una “serra” adibita alla illecita coltivazione e produzione di piante di marijuana.  
Penetrati nel fondo in questione, ed avuta la presenza dei quattro odierni indagati, si riscontrava l’effettiva presenza di un vero e proprio “impianto di coltivazione e produzione” di marijuana, sviluppato presso alcuni locali nella piena disponibilità di tutti i componenti la citata famiglia, collocati nelle immediate vicinanze dell’abitazione, costituito dall’area adibita ed attrezzata a “serra”, dal locale adibito all’essicazione mediante aereazione dei mazzetti di cannabis che venivano appesi a dei predisposti appigli, e da un terzo locale presso cui è installato un forno a legna, adibito ad un ulteriore processo di essicazione delle citate piante, ovvero all’accelerazione di tale processo, all’interno del quale è stata rinvenuta parte della marijuana già essiccata e pronta per essere “commercializzata”.  
L’attività di ricerca in argomento, estesa all’abitazione sita nei pressi della cattedrale armerina, appartenente a D’ALU’ Giuseppe e in fase di ristrutturazione a cura del D’ALU’ Salvatore, dava ulteriore esito positivo poiché ivi si rinveniva un involucro contenente foglie di marijuana pronte all’uso, quantificata in grammi 16,00; inoltre, all’interno di un barattolo (originariamente contenente tabacco) si rinvenivano un pezzettino di sostanza solida di colore marrone, verosimilmente stupefacente del tipo hashish, nonché altra marijuana pronta all’uso, sostanze rispettivamente quantificate in grammi 0,500 e grammi 2,05, il tutto posto in sequestro.-

In considerazione della gravita dei fatti accertati e desumibili:-

•    -dalla consistente quantità di piante vegete  rinvenute in coltivazione ( nr.38) e dall’analoga quantità di ceppi riscontrati ( nr.112), prova evidente di pregressi “raccolti” della stessa cannabis;

•    -dalla consistente quantità di piante di marijuana essiccate  e pronte all’uso ( circa kg. 7,500), molto probabilmente destinate al locale mercato illecito dello spaccio, dalle quali sarebbe stato possibile ricavare alcune migliaia di dosi, per un valore di circa 25.000 euro;

•    -dalle caratteristiche dell’impianto di coltivazione ed essiccazione, realizzato utilizzando diversi locali, attigui uno con l’altro, come una vera e propria “catena di produzione” che non poteva non essere notato dal D’ALU’ Giuseppe ( pensionato), il quale, entrando nei siti in argomento per prelevare attrezzi agricoli vari ivi custoditi, avrà certamente riscontrato la presenza di tutto quanto è stato rinvenuto e posto in sequestro, ovvero avrà contribuito a coltivare, prestando quantomeno il proprio consenso al figlio Salvatore – quale proprietario unitamente alla moglie – per la conduzione della illecita attività;

•    -dalla propensione alla coltivazione dalla citata pianta di cannabis da parte dei predetti D’ALU’ Salvatore e D’ALU’ Giuseppe, in quanto venivano rinvenuti loro numerosi semi della medesima specie vegetale, in condizioni idonee a garantirne la capacità di germoglio ( custoditi a tal fine anche in appositi barattoli con chiusura ermetica o all’interno di sacchetti di plastica);

i predetti congiunti, padre e figlio venivano dichiarati in arresto.

Analoghe considerazioni sulle responsabilità in ordine alla coltivazione ed alla detenzione finalizzata allo spaccio emergevano per le due donne, in quanto per la collocazione dei siti utilizzati per la citata coltivazione e produzione della marijuana, così come comprovato dai rilievi video-fotografici  eseguiti dalla Polizia Scientifica –  essendo le stesse lì domiciliate e conviventi dei predetti arrestati – non potevano non essere a conoscenza dell’attività illecita in argomento, propendendosi, invece, per un loro pieno coinvolgimento a vario titolo, quali la vigilanza dei siti in assenza dei rispettivi mariti, ovvero per il concorso morale, appoggiandone consapevolmente l’attività illecita.
Emblematico di ciò risulta il rinvenimento della marijuana essiccata all’interno del forno a legna, nel locale adibito a magazzino e cantina, distante meno di due metri dall’abitazione dei due congiunti, sito presso cui le due donne, certamente, si portavano per assolvere, tra le altre cose, le quotidiane faccende domestiche.                   
Gli investigatori armerini, pertanto, atteso il grave quadro indiziario e i riscontri probatori assunti a carico degl’indagati, del contegno precedente e susseguente il delitto, arrestavano i due congiunti – padre e figlio – associandoli alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’A.G. procedente, mentre deferivano in stato di libertà le due donne con loro conviventi, per i medesimi reati, alla Procura della Repubblica Erea, ed altresì, sequestrando lo stupefacente e le piante rinvenute.

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