ORA DI RELIGIONE LICEI LINGUISTICI PROVINCIALI. INTERVIENE IL PRESIDENTE MONACO

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Con una nota,a firma congiunta,  indirizzata  alle Curie di Piazza Armerina e Nicosia, il presidente della Provincia, Giuseppe Monaco con  l’assessore alle Risorse mane,Vincenzo Vicar, l’assessore alla Pubblica Istruzione,  Maurizio Campo, e il dirigente del personale e il direttore generale,  in risposta alla lettera della Curia piazzese,  ribadiscono che “ la stipula dei contratti  di lavoro  a tempo determinato per l’insegnamento della religione nei licei linguistici provinciali costituisce per l’Ente assunzione di personale a tempo determinato ed in quanto tale, così come recita una sentenza della corte costituzionale, essa è  vietata dal decreto legge 78 del 2010.” Nella lettera viene testualmente riportato  l’articolo riguardante la questione. “E’ fatto divieto agli enti nei quali l’incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 40 % della spesa corrente di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale”. Premesso ciò il Presidente afferma di rendersi conto ” delle conseguenze negative che la norma comporta, non solo per l’insegnamento delle religione, ma anche per  l’impossibilità di coprire  le ore agli insegnanti di sostegno per gli alunni disabili,  e di conseguenza risulta impegnativo  assicurare l’orario complessivo con il solo personale a tempo indeterminato.” In aggiunta   Presidente e Assessore  dichiarano  la  forte preoccupazione  “circa la eventualità  del  pericolo  per il mantenimento dello status di scuole paritarie dei due licei linguistici provinciali.” Per tale motivo , l’Amministrazione, fanno sapere  i firmatari,si è attivata da tempo  con il Ministero competente, con la Corte dei Conti,al fine di rappresentare le esigenze di funzionalità  e buon andamento delle scuole in parola, nel rispetto dei principi di diritto all’educazione e allo studio. Ciò per ottenere un pronunciamento che consenta  per il personale docente  di potere derogare  alla rigidità del divieto,fruendo di norme  previste per le scuole statali.” “La posizione della Provincia- così si continua a leggere- lungi dal potersi definire erronea,è doverosamente rispettosa,pur ritenendola

,iniqua, della norma   che non si  esiterebbe  a violare, nel superiore interesse della collettività, se anche agli amministratori e alla classe dirigente , fosse consentito declinare ogni responsabilità in campo civile e amministrativo.” Pertanto  si rivolge un invito alle Curie “ nello spirito di collaborazione  tra istituzioni pubbliche e religiose a fare fronte comune con l’Amministrazione provinciale , sensibilizzando , con un’azione sinergica, gli organi competenti a fornire una risposta positiva ai quesiti che sono stati posti. L’Amministrazione –così si  chiude la lettera – si dichiara disponibile a concordare iniziative  che possano condurre al piu’ presto alla soluzione del problema.”

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