GIUSEPPE LUMIA: ALLA REGIONE VI E’ UN PD CHE GUARDA AVANTI E CHE HA VOGLIA DI COSTRUIRE UN ALTERNATIVA

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“Nella Sicilia immobile dei grandi sistemi di potere, nella Sicilia del cuffarismo potente e straripante, nella Sicilia del 61 a zero di Dell’Utri e Miccichè, abbiamo creato le condizioni per far saltare il tappo del potere clientelare e affaristico-mafioso e fare le riforme che servono alla Sicilia e ai siciliani. Guardo così al nuovo governo regionale. Sull’asse riforme-legalità-sviluppo si può cambiare la Sicilia”. A dichiararlo è il senatore del Partito Democratico Giuseppe Lumia che sottolinea anche come sia necessario “attuare le riforme già fatte e continuare su questa strada con l’abolizione delle province, il tempo pieno nelle scuole, la semplificazione della burocrazia regionale”. “Ecco perché –aggiunge Lumia- sono convinto che questa occasione vada sostenuta con rigore e serietà per trasformare finalmente la speranza di una Sicilia migliore in realtà. La scelta di Giosuè Marino è un fatto di straordinaria portata. Marino è uno dei prefetti più bravi, oggi commissario antiracket e antiusura”. Dunque, alla Regione siciliana non c’è più la maggioranza di centrodestra, ora c’è l’appoggio al governo del Partito Democratico.

Non il Pd degli inciuci, ma quello della legalità e delle riforme, che guarda avanti, che ha voglia di costruire un’alternativa e di opporsi a chi invece vuole custodire un sistema che non regge più. Ribaltonisti? Beh, diciamo, come sostiene il presidente Lombardo “che c’è un governo che si caratterizza per la continuità del Presidente eletto direttamente dai cittadini”. Che nel corso di questi due anni e mezzo ha avuto dei nuovi inserimenti, degli innesti. Un Governo che questa volta “si caratterizza a maggior ragione come quello del presidente che va avanti secondo il suo programma”. “Se di rabaltone si può parlare –sostiene Lombardo- diciamo che il ribaltone l’abbiamo subito. Mi ritrovo dinanzi a una situazione che definire complicata non credo che sia eccessivo, vado avanti anche senza quella che fu la maggioranza perchè io ho il dovere di cambiare a cominciare ad esempio dal sistema sanitario. Siamo oggetto di un piano di rientro che ci porta a risparmiare e risparmieremo un miliardo di euro in un anno. Stiamo cambiamo un sistema sanitario barocco ed inefficiente portando le aziende sanitarie da 29 a 17. Un sistema sanitario che nel momento in cui il nostro assessore Massimo Russo ha presentato il disegno di legge di riforma il capo gruppo del Pdl presenta la controriforma. Sarebbe come se Alfano presentasse un disegno di legge sulla giustizia e il capogruppo della Lega gli presentasse un disegno di legge di senso contrario. Diciamo che il ribaltonismo è un peccato di quella che fu la maggioranza ma che si è schierata per conservare o ripristinare un sistema regionale che farebbe affondare la Sicilia, cosa che noi non possiamo tollerare”. Quando parla di sanità, Lombardo ovviamente parla anche del suo predecessore Cuffaro e di quella componente dell’Udc  che si trova all’opposizione che è stata ripudiata o sta per esserla da Casini. “L’Udc, i finiani, l’Api di Rutelli e il Mpa –prosegue Lombardo-, che io ho fondato, sostengono il governo. Lo sostiene il Pd perchè è un governo del quale non ci sono esponenti dei partiti, ci sono soltanto assessori portatori di competenze di professionalità che non sono deputati regionali e quindi non si possono dire legati ai partiti. Nella giunta c’è l’ex prefetto di Palermo commissario nazionale antimafia Marino, c’è un super esperto di commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, il dott. Elio D’Antrassi, così come c’è un docente di diritto del turismo Messineo. Personalità come il prof. Armao, l’assessore Massimo Russo, il dott. Piercarmelo Russo il prof. Centorrino, la dott.ssa Chinnici e altri che francamente non possono essere etichettati come uomini o donne di sinistra o di destra. Sono esponenti di questa giunta che penso a pieno titolo si possa definire giunta del governo siciliano e del presidente”.  Un governo dell’antimafia, qualcuno l’ha defenito, al quale avrebbe fatto degli sconti a Lombardo sfiorato da un’inchiesta. Una calunnia? “Vorrei sapere –sostiene Lombardo- quali sono questi sconti. La mia vicenda che si è letta nei giornali in temini drammatici è tutta da vedersi. Perchè non ho ricevuto neppure il cosiddetto avviso di garanzia”.
Giacomo Lisacchi

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