ENNA: “CAROVANA DEL BIO PER LE FILIERE CORTE”

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Risorsa economica, ambientale, sociale. Questo rappresenta l’agricoltura biologica per la provincia di Enna e per ribadirlo Calogero Alaimo Di Loro, vice presidente federale dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica), Marcella La Placa, responsabile provinciale, e Andrea Scoto, dirigente del comparto agricoltura della Provincia regionale, ieri pomeriggio nel corso della manifestazione “Carovana del bio per le filiere corte” alla Galleria civica di piazza Scelfo, hanno lanciato l’interessante proposta di un progetto che unisca le aziende agricole per rappresentare le medesime esigenze con un’unica voce e sfruttare pienamente le potenzialità dell’agricoltura biologica locale. “Enna è la prima provincia del biologico italiano per numero di aziende certificate, vale a dire che non usano concimi chimici e fitosanitari –ha affermato Alaimo Di Loro- così come la Sicilia è la prima regione con i suoi 190 mila ettari di superfice e le sue 7 mila e 500 aziende. Il problema è che solo una piccola percentuale delle oltre 500 aziende certificate ennesi è anche licenziataria cioè a dire che quello che produce lo trasforma e lo vende come prodotto finito. E questo è un grosso limite perchè Enna e  la Sicilia sono tra le poche province e regioni che potenzialmente potrebbero alimentarsi con prodotti biologici”. Quindi, è emersa l’importante necessità di “creare servizi logistici di commercializzazione affinchè questo target di produzione non si rivolga o faccia riferimento a strutture convenzionate dove scattano le speculazioni” a danno dei produttori e dei consumatori. “Si debbono sperimentare –ha sottolineato ancora Alaimo- forme diverse per avvicinare i consumatori ed organizzare reti articolate e strutturate che accorcino le filiere sviluppando così il concetto di economia solidale”. “Noi in provincia di Enna siamo degli agricoltori particolari –ha detto Marcella La Placa- perchè ci siamo specializzati come “salvatori di semi”. Stiamo riprendendo la tumminia, il più antico grano duro della nostra zona, le lenticchie nere, le cicerchie di Agira, la fava larga di Leonforte e quella piccola e violacea di Villarosa, lo zafferano, ma ci sono tanti altri prodotti, dall’olio, ai formaggi, al miele che possiamo offrire. Dobbiamo educare la popolazione a utilizzare il biologico perchè facciamo bene a noi stessi e al territorio”. Un’iniezione di positività e uno stimolo a fare sistema tra gli agricoltori è il messaggio invece che ha voluto lanciare  il dott. Andrea Scoto. “Bisogna avviare –ha detto- un unico mercato con gli imprenditori che fanno produzione biologica e soprattutto fare sistema con le istituzioni affinchè si avviino progetti che puntano alla sostenibilità economica”.
Pietro Lisacchi

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