CISL E SCUOLA CONTRO OGNI VIOLENZA

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Sono stati 700 gli studenti delle scuole superiori della provincia di Enna che questa mattina, venerdì 15 ottobre 2010, hanno affollato l’aula Montessori dell’università Kore per partecipare alla giornata “Cisl e scuola contro ogni violenza”, organizzata dalla Cisl ennese in collaborazione con l’Unikore all’interno della Settimana contro la violenza indetta dai ministeri dell’Istruzione e delle Pari opportunità. «In tempi come quelli che stiamo vivendo in cui le cronache abbondano di vicende legate alla violenza sui bambini e ragazzi  e in cui anche il nostro sindacato è stato oggetto di aggressioni – ha detto il segretario generale della Cisl Enna Giuseppe Aleo – è importante aprire le porte ai giovani e portare avanti progetti di contrasto alla violenza». Per Rosanna Laplaca, segretario provinciale Cisl che ha organizzato e condotto la giornata, «è ora di dire basta alle parole e di passare ai fatti. Il nostro impegno con voi ragazzi non si ferma qui, vogliamo che creiate voi lo slogan per la prossima giornata anti violenza e che lavoriate con noi anche dentro le aule scolastiche». Nel corso del convegno, al quale ha preso parte anche la madre del piccolo Francesco Ferreri, Anna Bonanno, sono stati proiettati video e foto, e i ragazzi del gruppo di coordinamento del progetto “Cosa c’è ke nn va” dell’istituto superiore Dante Alighieri di Enna hanno dedicato a tutte le vittime di violenza la canzone “Da Niscemi a ogni mare”, scritta e suonata al pianoforte dalla docente Giovanna Fussone e cantata dalla studentessa Marta Tudisco. «Che si elevi fino al cielo – recita il testo del brano – da Niscemi a ogni mare una ninna nanna che addormenti ogni sgomento e ogni violenza chiusa tra mani impazzite piene del nostro dolore». La canzone ha richiamato una standing ovation e un momento di forte commozione.

«La violenza è dentro ognuno di noi e si annida nella società – ha spiegato Grazia Li Volsi, studentessa del liceo classico di Nicosia che porta avanti un progetto contro la violenza sulle donne – speriamo che l’incontro di oggi non rimanga isolato: chiediamo un’attenzione maggiore su noi studenti perché possiate imparare a conoscerci come singole persone e non solo per i voti sui compiti e vogliamo psicologi sempre disponibili a scuola, figure stabili come i professori».

Toccanti sono state anche le testimonianze degli assessori di Niscemi e Barrafranca. «Stavo per andare a lavorare fuori dalla Sicilia – ha raccontato Nunzio Pardo, assessore alla Cultura e alla Legalità di Niscemi – quando nell’aprile del 2008 sono stato scosso dall’omicidio della piccola Lorena Cultraro, violentata, strangolata e gettata in un pozzo da tre minorenni. Quando il mio sindaco mi ha chiesto di restare per aiutare la città, non ho detto di no. La nostra è una realtà molto difficile e per andare avanti serve fare rete tra istituzioni, scuola, famiglia e associazioni». Stella Arena, assessore alla Cultura di Barrafranca, racconta di una città che da cinque anni «piange per Francesco e chiede una giustizia che ancora non c’è. Chi come me è genitore ha paura di far crescere i propri figli in questo contesto: dobbiamo lottare per una mentalità nuova, per una coscienza sociale che distrugga l’indifferenza».

Nel suo intervento il prefetto Giuliana Perrotta ha citato Gandhi e Martin Luther King: «La non violenza è l’arma più potente che possediamo noi uomini – ha chiosato – la sfida è grande e la scuola non può essere lasciata sola». Per il sindaco di Enna Paolo Garofalo «la cultura della non violenza non può essere slegata da quella per la legalità ed entrambe vanno costruite a poco a poco, dalle piccole cose. Sapere che anche in un piccolo centro come Enna un’anziana aggredita è rimasta a terra senza nessuno che la soccorresse mi ha fatto stare male – ha aggiunto – il nostro paese deve interrogarsi sul come mai la violenza sessuale non è equiparata alla tortura e su come mai il reato si tortura non è previsto». Gli ha fatto eco il questore Salvo Patanè: «Spero che voi possiate divenire una società migliore di quella che abbiamo costruito noi adulti. Vi invito a non aver paura delle forze dell’ordine, ad aprirvi a noi, perché possiamo intervenire solo nelle realtà che conosciamo. La cultura della legalità si rafforza se ognuno fa il proprio dovere».

È stata poi la psicologa dell’università di Palermo Floriana Romano a illustrare nel dettaglio le varie forme di violenza: «Non esiste solo il maltrattamento fisico che porta all’uccisione – ha spiegato – ma anche quello psicologico. Gli abusi sessuali? Quelli di strada sono una rarità, la maggior parte avviene dentro la sfera familiare. Bisogna infondere coraggio alle vittime e ostacolare quella forma di violenza che ogni giorno viene fatta ai danni del corpo femminile attraverso la pubblicità». Per Eleanna Parasiliti Molica, dell’Ordine degli avvocati di Enna, «la violenza sui minori è la peggiore delle vigliaccherie. A Enna abbiamo scoperto che queste violenze si perpetravano anche a pochi passi dal Palazzo di Giustizia. Ragazzi, parlate con i vostri genitori e gli insegnanti, non abbiate paura di denunciare, le forze dell’ordine vi sono vicine».

Del ruolo del sindacato contro le violenze hanno parlato Barbara Carrara, coordinatrice regionale Donne Cisl, e Daniela De Luca, segretario regionale Cisl. «Servono azioni positive come la realizzazione di questa giornata per contrastare la violenza – ha detto Carrara – e per mettere in luce anche la violenza economica, cioè la negazione di accesso al denaro che i mariti, i padri, i datori di lavoro esercitano nei confronti delle donne per impedire la loro autonomia». «In un contesto come quello siciliano – ha aggiunto De Luca – dove continua ad aumentare la percentuale di giovani che smettono di cercare lavoro, il sindacato deve intervenire con forza perché la scuola sia per tutti, per contrastare le nuove forme di povertà date dalla disoccupazione e soprattutto la profonda irresponsabilità della classe politica che non guarda al futuro, ma al massimo alle prossime elezioni».   

A nome del rettore dell’università Kore, Salvo Andò, è intervenuto per un saluto Sergio Severino, docente di Sociologia delle devianze dell’ateneo ennese. Ai lavori hanno partecipato anche gli organizzatori della giornata Fabio Russo, segretario generale Cisl Scuola e Tania Lo Giudice, responsabile coordinamento Donne Cisl.

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