ENNA: GIOVANE RAGAZZA TENTA SUICIDIO ALLA ROCCA DI CERERE

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Erano le 15:15, di lunedì scorso, 18/10/2010, uno di quei pomeriggi ottobrini nei quali per le prime volte dal precedente inverno si affaccia di nuovo la “paesana”. La città avvolta dalla nebbia si muoveva in maniera ovattata, quando improvvisamente è arrivata alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri, un’allarmante telefonata, una ragazza aveva deciso di porre fine alla sua giovane vita gettandosi dalla “Rocca di Cerere”, luogo già tristemente noto quale teatro di altri estremi gesti. Immediatamente i Carabinieri della Centrale hanno avvisato i colleghi della Radiomobile, che senza perdere nemmeno un istante si sono lanciati verso la sommità della città. La scena che si è aperta davanti ai loro occhi era terrificante, una ragazzo poco più che ventenne, tentava di trattenere a stento una sua coetanea che in un fortissimo stato di agitazione aveva tutte le intenzioni di gettarsi dalla rupe. I militari dopo essersi arrampicati su i gradini resi scivolosi dalla pioggia battente, stavano per raggiungere i due giovani, ma proprio in quel momento la ragazza è riuscita a divincolarsi dalla presa dell’amico e si è diretta di corsa verso il margine della scarpata. Per sua fortuna però i carabinieri sono stati più rapidi di lei e sono riusciti a raggiungerla un attimo prima che scavalcasse la ringhiera di protezione. La ragazza estremamente agitata, in lacrime, ha raccontato ai suoi “angeli custodi in divisa”, che aveva deciso di finirla con tutto a causa di una forte delusione amorosa, i militari come avrebbe fatto un buon padre l’hanno tranquillizzata e l’hanno fatta salire sull’ambulanza del 118, che nel frattempo allertata dalla Centrale Operativa dei Carabinieri era giunta sul posto. Gli uomini in divisa hanno deciso di starle vicino per tutto il viaggio e così uno di loro è salito con lei sul mezzo di soccorso e le è stato vicino  fino in ospedale, dove è stata poi presa in cura dal personale specializzato. Una triste vicenda che, questa volta però, grazie al coraggio e alla prontezza di riflessi dei carabinieri intervenuti e all’affiatamento tra loro ed i colleghi della Centrale, ha avuto un lieto fine.

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