IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE MASSIMO GRECO: “SBAGLIA CHI UTILIZZA STRUMENTI DELLA GIUSTIZIA A FINI POLITICI”

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Troppo facilmente si ricorre agli orgnai di giustizia amministrativa (ed a volte a quelli della giustizia penale) per sostenere azioni politiche. E’ una strategia errata perchè la politica non può delocalizzare in altre sedi un confronto che deve rimanere relegato in ambiti e contesti individuati democraticamente dal corpo elettorale. Le sedi del confronto politico sono le aule consiliare ed anche le piazze, ma non le aule dei tribunali. Peraltro, gli strumenti della politica per tutelare gli interessi generali, ovvero collettivi, riposano su parametri di opportunità nel contesto dei quali la mediazione non rappresenta un compromesso ma la sintesi tra diverse posizioni esponenziali della collettività. Mentre gli strumenti utilizzati, ad esempio, dalla giustizia amministrativa per tutelare interessi collettivi riposano su parametri di stretta legittimità. Corollario di questa distinzione è che un’azione politica può essere legittima ma non opportuna e viceversa. Quindi, come già detto in passato, la politica ritorni ai politici e il diritto ritorni nei tribunali o nelle accademie.

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