ARTIGIANI: QUASI STABILE IL NUMERO DELLE IMPRESE NEL 2010 MA IL COMPARTO È IN GRAVE CRISI

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Gulino: “La ripresa per il comparto appare lontana L’uscita dalla crisi si conferma un percorso difficile soprattutto per le imprese più piccole e meno aperte ai mercati esterni”. Con 32 iscrizioni e 31 cancellazioni, si chiude sostanzialmente stabile l’anagrafe del registro delle imprese artigiane presso la Camera di Commercio di Enna nel terzo trimestre del 2010. Complessivamente però nei primi 9 mesi dell’anno il registro ha visto un diminuzione di 43 imprese a seguito di 162 nuove iscrizioni contro 205 cancellazioni.  In totale sono 3.474 le imprese iscritte al Registro di Enna così suddivise per natura giuridica: Imprese individuali 3.026 – Società di capitali 92 – Società di persone 349 – Cooperative 6 – Consorzi 1. “Alla sostanziale tenuta dell’albo delle imprese artigiane nell’anno 2010 non corrisponde una tenuta economica del comparto, anzi. Se nel paese vi  sono timidi segnali di ripresa, nella nostra realtà assistiamo sempre più all’accentuarsi di una crisi drammatica. Questo il commento del Presidente della Camera di Commercio Liborio Gulino, all’analisi dei dati”.  

“Le imprese cercano di resistere ad una crisi che non solo non ha esaurito i suoi effetti ma che giorno dopo giorno si aggrava e che evidenzia una perdita media delle commesse che va oltre il 50%, con in testa il settore delle costruzioni e dell’artigianato di produzione, e che sta determinando una considerevole riduzione della manodopera. La ripresa per il comparto dell’artigianato appare lontana – ha aggiunto Gulino – L’uscita dalla crisi si conferma un percorso difficile soprattutto per le imprese più piccole e meno aperte ai mercati esterni”.

“E’ dunque importante mettere in atto, da parte dei governi nazionale e regionale e delle istituzioni locali, politiche di rilancio e di crescita in cui possano trovare spazio iniziative concrete di coinvolgimento e sostegno a partire dal disegno di un fisco più a misura di piccola e media impresa e di un credito più attento al territorio e meno prigioniero di mere logiche contabili”.

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