APPROVAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA PRESSO L’ASP4 DI ENNA: INCONTRO CON IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL SINDACATO “NURSIND” MILKO PAVONE.

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Era da anni che i lavoratori dell’Aps4 di Enna attendevano l’approvazione della pianta organica per l’emanazione dei tanto attesi concorsi pubblici. Eppure a seguito dell’approvazione di questo importante strumento, nel mondo sindacale e tra i lavoratori si registrano non poche amarezze per la proposta avanzata dal direttore generale Nicola Baldari, (legata ai criteri imposti dalla regione) che oltre a non tenere completamente conto dei pareri avanzati dal mondo sindacale,  prevede l’inserimento di pochissime nuove unità lavorative, che non andranno a cambaire l’attuale condizione lavorativa di tutto il personale in servizio. A questo proposito, abbiamo deciso di incontrare il segretario provinciale del Sindacato “Nursind”

per le professioni infermieristiche, per conoscere meglio e dal punto di vista dei lavoratori, verso quale direzione ci porterà questa riforma, che a quanto pare in questa provincia, subirà dei tagli economici più corposi rispetto al resto dell’isola.

Sig. Pavone, Quali sono le attività che il vostro sindacato ha svolto nel corso di questi mesi per migliorare la condizione dei lavoratori dell’Azienda Sanitaria Provinciale

Nei mesi scorsi siamo stati invitati dal manager dell’Asp 4 di Enna a sedere ad un tavolo tecnico per concordare la dotazione organica secondo le nuove linee guida. Ma dopo una prima fase dei lavori, abbiamo saputo che la regione Siciliana, ha emanato nuove direttive nei confronti dei direttori generali, e che tutto questo andava ad interrompere le trattative, portate avanti fino a quel momento. In questo contesto sono venute fuori due proposte, una del mondo sindacale, l’altra appartenente alla direzione generale che è stata successivamente approvata dalla regione siciliana.

Secondo lei, con l’attuazione di queste nuove direttive si riuscirà a soddisfare il fabbisogno del personale infermieristico nei vari reparti?

Siamo convinti, che le linee guida utilizzate dalla regione non potranno soddisfare le esigenze di personale di cui necessitano le strutture ospedaliere, afflitte sin da troppo tempo, da una cronica carenza di personale infermieristico. Bisogna inoltre sottolineare, lo scarso interesse che le organizzazioni sindacali regionali ha dimostrato, permettendo l’emanazione di un decreto che non rispetta i livelli minimi di assistenza, previsti dalla legge 810 del 2003.

Cosa potrà accadere con l’attuazione di questa nuova pianta organica nei presidi ospedalieri del territorio provinciale?

Ci auguriamo che questa direzione generale, sia in grado di ottimizzare al massimo la distribuzione del personale nei vari reparti, e soprattutto che si riesca a garantire il mantenimento dei servizi offerti fino ad oggi. Anche se restiamo convinti, che attraverso l’attuazione di questo strumento non sarà possibile raggiungere nemmeno questi obiettivi.

Quali saranno le prossime iniziative  che pensate di portare avanti nel breve termine?

 

Aspettiamo che la direzione generale convochi le organizzazioni sindacali della dirigenza del comparto, per l’attuazione della nuova pianta organica. Solo allora si potrà realmente capire, il rischio di ridimensionamento di alcuni presidi ospedalieri, che molto probabilmente, non saranno più in grado di garantire gli attuali servizi rivolti alla popolazione di questa provincia, (180 mila abitanti) che se da un lato equivale ad un quartiere di Catania, dall’altro  è paragonabile per estensione di territorio, alla Provincia di Palermo. E’ quindi chiaro che il tempo medio per raggiungere un presidio ospedaliero in questa provincia resta molto alto, e che a questo si aggiunge una viabilità provinciale da terzo mondo, che rende ancora più difficile i servizi di urgenza-emergenza. Ci auguriamo quindi che questa direzione sia in grado di fare fronte alle aspettative del personale. Senza dimenticare, che appare indispensabile garantire tutti quei servizi sanitari, in attivo nelle varie strutture.

In sintesi, cercheremo di fare in modo che anche questa provincia, possa ottenere una sanità pubblica di primo livello che garantisca a tutti i cittadini  una assistenza sanitaria valida e qualificata.

*Nella Foto Milko Pavone

Mario Barbarino

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