“I GIOVANI STUDENTI DELL’ISTITUTO “G. NOVELLI” E “S. G. BOSCO” DEL 2° CIRCOLO DIDATTICO DI BARRAFRANCA INCONTRANO I POLIZIOTTI”

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Il costante rapporto di collaborazione fra la Polizia di Stato di Enna e le istituzioni scolastiche della provincia di Enna, per affermare i principi di legalità – fortemente voluto dal Sig. Questore della Provincia di Enna, dott. Salvatore Patanè – questa volta ha interessato gli studenti della provincia ennese.
Si è svolta, ieri mattina, infatti, presso la scuole primaria “S. G. Bosco” di Barrafranca l’iniziativa dal titolo “RAGAZZI in RETE”, che ha coinvolto gli istituti “G. Novelli” e  “S. G. Bosco” del 2° Circolo Didattico di Barrafranca, e che si propone di raggiungere obiettivi importanti nella trasmissione ai più piccoli dei principi di legalità e di cittadinanza attiva e solidale.

 
L’iniziativa – programmata con il Dirigente Scolastico Prof. Ferro e la sua collaboratrice prof.ssa Antonia Collesano – ha visto incontrare gli operatori delle volanti del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, insieme al loro Dirigente, il Commissario Capo Gabriele Presti ed i Poliziotti di Quartiere di Enna, gli alunni delle classi 5° dei due istituti, per trattare il delicato tema della legalità e del ruolo delle forze di Polizia.
 All’evento ha partecipato anche  il Giudice Gianni Milani del Tribunale di Enna, che ha approfondito il tema sul rispetto delle regole.
L’incontro, ha permesso così di approfondire il complesso tema della legalità, nelle sue sfaccettature che investono ogni singolo aspetto della vita, non solo scolastica, dei ragazzi.
Inoltre i ragazzi hanno potuto avere un confronto diretto con i poliziotti, che hanno così potuto trasmettere le loro esperienze ai giovani, derivanti dal loro concreto impegno quotidiano, che li porta a poter essere definiti “piccoli eroi”, al servizio della comunità, al fine di far acquisire una coscienza civile, basata sul rispetto delle regole, sin dai primi anni dell’adolescenza.
Nell’occasione, ai ragazzi sono stati mostrati anche i mezzi di cui dispongono gli operatori di polizia – quali le autovetture e le moto – che gli permetto di svolgere al meglio il loro servizio, mezzi che hanno che hanno avuto la possibilità di osservare da vicino, proprio nel cortile della loro scuola.

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