L’ON. TERMINE RISPONDE A CRISAFULLI SU RIMOZIONE DIRETTORE GENERALE ASI DITTAINO.

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Il recente attacco del sen. Crisafulli sulla rimozione del segretario provinciale del Pd, Mario Alloro, dall’incarico di direttore generale dell’Asi di Dittaino, che ha liquidato la vicenda come “l’ultimo increscioso esempio di malgoverno e prevaricazione della Giunta Lombardo e dell’Assessore Venturi”, sta facendo scatenare il putiferio nella politica ennese. Ad intervenire non specificatamente sul caso Alloro, “perchè –dice- non si hanno elementi per poter giudicare degli atti amministrativi che sicuramente saranno esaminati ed avranno un risvolto in altra sede”, ma sul piano politico che la vicenda sta suscitando, è anche l’on. Salvatore Termine, esponente di spicco del Pd ennese. “Quanto sta succedendo nel nostro territorio –commenta Termine- mi proccupa

  e questo perchè la politica, in buona sostanza, ogni giorno, sta diventando elemento di divaricazione, di discordia e di grande contrapposizione”. Per Termine siamo di fronte ad una “comunicazione che sta  dando l’immagine di una politica che organizza complotti e delegittima le istituzioni”. “E’ un fatto grave, diseducante, un elemento deformante –afferma l’esponente del Partito democratico- che dà un segnale scomposto alle persone che, così facendo, si allontanano sempre più dalla politica. Qui si ha l’impressione che l’instabilità complessiva della politica, sia a livello nazionale che regionale, che potrebbe condurre a nuove elezioni sta portando ognuno a difendere la propria bottega, non le proprie ragioni”. Sulla piattaforma dei rifiuti di Dittaino che, secondo Crisafulli, “l’Assessore Venturi ha ritenuto di dovere penalizzare chi si è opposto alla discarica, sia nella persona dell’ex Commissario, dottoressa Martinica, e ora nella persona del dottor Mario Alloro”, Termine contesta questa posizione del senatore. “Tralasciando gli interessi –spiega-, tutti siamo contro la piattaforma che potrebbe essere non solo un pericolo, ma si scontra anche con le vocazioni che sono in questo territorio. La mia senzazione è che il sen. Crisafulli, che si trova in una posizione di isolamento politico generale, tenta di forzare qualsiasi concetto purchè dimostri che lui è ancora sul campo e che gli interessi non sono mutati per quello che rappresentava. La vera ragione è che mentre con l’era Cuffaro diciamo che c’era una specie di pax, oggi invece con la vicenda Lombardo si è andati ad uno scontro anche abbastanza forte tra i poteri, quindi tutto viene strumentalizzato e tutto si vede da un punto di vista pro domo sua”. Anche il referenum annunciato da Crisafulli “per valutare il consenso, o meno, che ha il Governo Lombardo” nel territorio ennese, per Termine è illeggittimo, in quanto mancano alcuni requisiti previsti nello statuto. “E’ un paradosso –sostiene Termine- chiede il rispetto delle regole quando un congresso è a suo favore e poi si violano quando invece non si è d’accordo sulle cose che gli altri stabiliscono”. Poi aggiunge: “ Anche sul problema rifiuti, frutto di tante cose sbagliate del passato, ci sono silenzi ingiustificati, forse perchè legato alla propria gestione”. “Il passato è passato –conclude Termine- non si può guardare sempre indietro vedendo nemici ovunque. Vogliamo o non vogliamo, le nuove generazioni sono il futuro e non possiamo cristallizzare il passato e il presente. Aver messo in campo una organizzazione di partito che non tiene conto della complessità della politica, significa non volere guardare avanti. Il referendum è la dimostrazione”.

Giacomo Lisacchi 

 

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