CONSIGLIERE COMUNALE PAOLO TIMPANARO: “NECESSARIO MOBILITARSI PER IMPEDIRE LA DISMISSIONE DELLO SCALO FERROVIARIO ENNESE”

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Il grave stato di abbandono in cui versa lo scalo ferroviario di Enna desta non poche preoccupazioni, soprattutto in riferimento alle incertezze che contraddistinguono il presente, ma ancora peggio per la totale assenza di programmazione futura. Allo stato attuale la stazione ennese è abbandonata a sè stessa: i servizi igienici sono chiusi ormai da tempo, il bar-ristorante altrettanto, la biglietteria in diversi orari della giornata e nei giorni di ferie o malattia del solo impiegato che vi presta servizio resta inspiegabilmente chiusa, precludendo ai viaggiatori la possibilità di acquistare i titoli di viaggio in quanto anche la biglietteria automatica risulta dismessa da tempo. Le sale d’aspetto offrono servizio di ricovero nel solo periodo

  in cui è presente l’operatore, per la restante parte sono chiuse, quindi per i passeggeri in attesa dei convogli è riservato lo spazio esterno, peraltro alla mercè delle intemperie o di pericoli vari in quanto non è nemmeno previsto un servizio di controllo e vigilanza. Il servizio ausiliario per i passeggeri a mobilità ridotta (ovvero disabili) avviene solo su prenotazione.
Non esistono collegamenti diretti con Palermo e la Sicilia Occidentale, ed il solo treno regionale Catania – Palermo non ferma ad Enna, ma solo su prenotazione a Catenanuova.
Ma naturalmente i disservizi non si esauriscono qui, la politica di dismissione dello scalo ennese intrapresa da Trenitalia è fin troppo chiara, come è chiara la totale assenza di programmazione in tal senso da parte della Regione Siciliana la quale ad oggi risulta essere l’unica regione in Italia a non aver sottoscritto un contratto di servizio con le Ferrovie dello Stato, da cui si evince una totale assenza di programmazione ed investimenti, altresì confermato dalla mancanza di un nuovo piano regionale per i trasporti e la mobilità, basti pensare che la stessa dal 2003 al 2009 ha investito qualcosa come 18 milioni di euro per i cantieri stradali a fronte di soli 130.000 euro per le infrastrutture ferroviarie.
Per tutti questi ed altri motivi il sottoscritto, assieme al gruppo consiliare ed all’amministrazione, intende mobilitarsi affinchè il territorio della Provincia di Enna non subisca l’ennesimo scippo perpetrato da chi ha il solo interesse di tagliare fuori tutta la Sicilia Centrale dal traffico ferroviario peraltro sicuro, innovativo e compatibile con l’ambiente.
Considerato che la nostra città oltre ad essere un capoluogo di provincia è anche sede di un polo universitario che ricopre un bacino di utenza di oltre 6000 unità perlopiù pendolari, diventa oltremodo essenziale potenziare il sistema “ferrato” al fine di scongiurare ulteriori danni ad un territorio già martoriato e che con non poche difficoltà cerca di risollevare la propria economia volano per un riscatto sociale, tanto agognato dai suoi “dignitosi” abitanti.
In tal senso è stato già avviato un percorso di “sensibilizzazione” all’interno delle istituzioni, che in primo luogo ha interessato la 3^ commissione consiliare presieduta dal Dr. Falciglia, ma che in itinere vuole attivare tutti i “canali diplomatici” allo scopo di attingere informazioni, scongiurare la paventata chiusura del sito, migliorare il servizio, inserire la tratta all’interno nel piano di alta velocità, programmare finanziamenti ed interventi, integrare il trasporto ferro – gomma.
Infine questa iniziativa vuole essere l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’amministrazione comunale è vigile sulle problematiche che attanagliano il nostro territorio ed intende promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle sue ricchezze e delle sue potenzialità che qualcuno ricorda solo in determinati momenti perlopiù inerenti circostanze “elettorali”.
Enna merita migliori occasioni di sviluppo.

 

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