DARIO CARDACI: CHE COSA E’ UNA OPPOSIZIONE

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Le polemiche che stanno seguendo l’approvazione delle variazioni di bilancio, certamente da me non volute né spinte, inducono a fare una riflessione che faccia una volta per tutte chiarezza sul significato che attribuisco al termine “Opposizione”. Come ho già più volte detto in Consiglio Comunale vengo da una cultura dove il confronto, la discussione, il rispetto delle parti è fondamento di vita; lo scontro barbarico fra le diverse posizioni non mi riguarda e mai potrà riguardarmi. Sono per la ricerca di tutto ciò che unisce nell’interesse della Città e della comunità che la anima, il dover dire sempre NO in modo preconcetto e senza spazio di mediazione è, per come la penso, una logica abberrante. Per dire sempre NO

 non abbiamo né palasport né parco urbano, per dire sempre NO non abbiamo il piano parcheggi, per dire sempre No l’Autodromo è bloccarto da 10 anni, per dire sempre NO la Città è rimasta ferma e non accenna a muoversi. Se si ha un buon progetto da realizzare e chi governa l’accetta, quale miglore momento per dire di aver raggiunto il proprio scopo? Se la parte avversa si dice disponibile a discutere, quale migliore occasione per trovare una soluzione? Se i termini della mediazione non esistessero allora il duro scontro politico laddove alla fine ed in modo democratico prevale chi riesce a raccogliere attorno alla sua idea il consenso maggiore. Questa è la normale dinamica del sistema politico in cui viviamo e lo è a tutti i livelli, che divenga cosa diversa rappresenta di per sè un’anomalia gravissima e paralizzante, l’importante è che si persegua alla luce del sole, senza inciuci e senza trasversalismi di sorta. Nel caso oggetto del dissidio, tanto per esemplificare, l’obiettivo erano il CSR, i disabili, i poco abbienti? Risultato ottenuto, maggioranza a traino di una sparuta pattuglia di opposizione, strategia politica vincente. Il ragionamento porta quidi ad una definizione, quella, come ripeto per l’ennesima volta,  di “Opposizione responsabile”, in grado cioè di valutare e decidere l’atteggiamento che potrebbe essere il migliore, assumendosi le responsabilità del caso anche a costo di uscire fuori dal coro, di restare a sostenere le proprie idee fino in fondo e da soli, senza tentennamenti ed in piena coscienza. Pensarla così è sbagliato? Qualcuno dice di si, massimo rispetto per ciò che gli altri pensano, ma da qui ad annoverarmi organico alla maggioranza, quando e sé le posizioni in questo senso convergono, ce ne passa, anzi risulta ingiusto, strumentale, quasi offensivo. Nessuno può avere il copryt del termine opposizione e se l’interpreto come ho detto, vorrà dire che in Consiglio Comunale ci saranno due opposizioni: una radicale  ed una meno intrasigente perché proiettata a cogliere i propri obiettivi politici. Nell’iteresse esclusivo della Città. Quale è la novita? Questo accadeva fin dalla prima Repubblica ed avviene ancora in ogni dove senza reazioni così scomposte ed inconcludenti, di cui non riesco a capacitarmi. Comincio invece a credere che questo atteggiamento miri a realizzare lo stesso schema che governa alla Regione e che mai potrebbe vedere il PDL partecipe o più incredibilmente supporto silente, per di più di una tattica egemonizzante. Il PDL ennese, la cui condotta è stata pienamente condivisa dalla Segreteria Provinciale del Partito, condurrà la propria azione con determinazione e lucidità, quella che quando si rincorrono squallide beghe di partito oppure odi personali spesso si perde. Il bello è che chi grida oggi di più ha votato e fatto Sindaco Garofalo, il quale sia chiaro, è e resta un mio avversario politico ma non sarà un mio nemico, così come resteranno miei amici quelli con cui ho condiviso un lungo percorso politico, e con i quali, sul piano di un’opposizione di questo tipo, si potrà ancora collaborare fattivamente.

 

                                                                     Dario Cardaci
                                               – Capogruppo PDL al Comune di Enna-

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