IL PRESIDENTE MONACO REPLICA ALLE DICHIARAZIONI RESE DAGLI AMMINISTRATORI DEL CESIS.

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In merito al dissenso degli amministratori per la dismissione della quota Cesis, da parte della Provincia, manifestato sulla stampa locale e sui siti on line , il presidente Monaco così replica: “La dismissione è un atto dovuto, perché imposto dalla L. n. 244/2007. Il bilancio d’esercizio 2009 presenta una perdita di € 86.157,00 Da una situazione contabile al 27/9/2010, fornita dallo stesso Cesis, emerge che è già maturata un’ulteriore perdita di € 99.803,00!! Non può corrispondere, quindi, al vero l’affermazione degli amministratori secondo cui la disastrosa situazione finanziaria sopra descritta deriva dal passato. Ciò perché le più vistose perdite si sono verificate proprio nel loro biennio di gestione 2009/2010 ( le precedenti perdite del 2008 e del 2007,

  rispettivamente di € 11.557,00 e di € 16.381,00, risultano decisamente di più modesta entità, nulla togliendo al significato negativo delle stesse ). Da una lettura dei documenti contabili emerge, agevolmente, che le consistenti perdite 2009/2010 si identificano quasi esclusivamente nei compensi degli amministratori e del collegio sindacale. Emerge, anche, una circostanza non meno eclatante, e cioè una costante e marcata riduzione dell’attività produttiva, i cui ricavi, conseguenzialmente, non possono coprire tutti i costi. Situazione, questa, in modo incauto non adeguatamente attenzionata dagli amministratori.
Il fatto, poi, che questi ultimi asseriscono di non avere prodotto debiti perché non hanno, ancora, percepito i loro compensi, come, anche il collegio sindacale, costituisce una palese illogicità in quanto i costi per i loro compensi sono stati regolarmente riportati nei bilanci, generando, così i correlativi debiti.
E’ giusto, a questo punto, richiamare il postulato giuridico, secondo cui il debito viene meno solo quando è pagato ovvero quando il creditore rinuncia formalmente. Né l’uno, né l’altro, a tutt’oggi risulta avvenuto.
Per quanto concerne, poi, i posti di lavoro ( 7 dipendenti e 12 docenti), gli amministratori sanno che la corresponsione degli emolumenti è consentita dai finanziamenti dei corsi di formazione, e in ogni caso questi posti di lavoro potranno essere mantenuti secondo la configurazione giuridica che assumerà la società Cesis a seguito dell’immissione sul mercato della dimessa quota societaria della Provincia.  Contrariamente a quanto si vuole fare  intendere, nessuna perdita delle somme legate ai patti per l’agricoltura ( che, peraltro, si attendono da oltre cinque anni ) può verificarsi. Ciò perchè questi ultimi, potranno essere eventualmente gestiti direttamente dall’Ente Provincia stesso”.

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