MIGEP ENNA.”ATTENZIONE AI CORSI NON AUTORIZZATI PER OPERATORE SOCIO- SANITARIO”

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“La Regione Sicilia, con il Decreto 1328/2010, ha fatto finalmente chiarezza, riordinando in maniera organica ed univoca l’istituzione dei corsi di formazione Oss (operatore socio- sanitario). L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, recentemente ha pure divulgato chiarimenti in merito all’illegittimità degli attestati rilasciati da Enti non specificati nel decreto; attestati non riconosciuti dalle pubbliche amministrazioni, ma solo dagli enti privati”. A dichiararlo sono i coordinatori regionali del Migep (Associazione delle professioni infermieristiche e tecniche), Calogero Firenze e Concetta Sena, che invitano “quanti sono

 interessati a partecipare ai corsi Oss in Sicilia, in particolare in provincia di Enna, a verificare che siano avviati da Enti indicati nel Decreto regionale, o che siano registrati presso il Ministero della Salute come organizzatori di Ecm (Educazione continua in medicina) ed accreditati presso l’Assessorato regionale del Lavoro”. “Per operare all’interno delle strutture pubbliche socio-assistenziali, socio sanitarie e sanitarie –sottolineano Firenze e Sena-, nonché per la partecipazione a concorsi pubblici, il titolo si consegue esclusivamente frequentando percorsi formativi approvati dall’Amministrazione Regionale a seguito di specifici Avvisi/Bandi, realizzati da Enti accreditati. La formazione degli Oss –proseguono i due coordinatori regionali- fino ad ora è stata in una fase di disorientamento generale e si è diffusa in modo disomogenea, il più delle volte incompleta e non aggiornata allo stato attuale della realtà sanitaria e sociale del nostro Paese. Riteniamo che i percorsi di formazione, organizzati a livello regionale, ma anche da organizzazioni private, non debbono avere il solo obiettivo di fornire agli iscritti il maggior numero di concetti nel minor tempo possibile, magari senza essere arricchiti da uno stage o da un tirocinio pratico, che invece sono fondamentali;  c’è da sottolineare, inoltre, che i corsi organizzati da strutture private, a fronte di una spesa onerosa, non sono spesso spendibili al di fuori di queste stesse strutture, risultando, quindi, inutili nell’ambito pubblico”.

Giacomo Lisacchi

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