CASA CIRCONDARIALE DI ENNA: NASCE LA PRIMA COOPERATIVA SOCIALE TESSILE SICILIANA DENTRO L’ISTITUTO PENITENZIARIO

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E’ nata “FiloDritto”, in Sicilia la prima cooperativa sociale tessile al femminile cui partecipa una detenuta. FiloDritto produrrà, in un laboratorio all’’interno della Casa Circondariale di Enna, manufatti tessili. Alla presenza del notaio, Graziella Fiorenza, le socie hanno firmato, al carcere di Enna, l’atto costitutivo. La cooperativa sociale è costituita da donne. A partire dalla neo presidente Ninni Fussone, sociologa con la passione per i tessuti che dal 2007 entra al carcere di Enna come volontaria per insegnare l’antica tecnica del feltro alla detenute. E poi c’è Agata Blanca, la vice presidente, ex direttore del carcere ennese da sempre a fianco dei detenuti nel percorso di riabilitazione e reinserimento, Loredana Sammartino, la detenuta virtuosa del feltro, due  giovani Marica Cacciato ed Elisabetta Gervasi, animaliste con la propensione all’’impegno sociale, Antonia Teatino, architetto, responsabile di o2italia-Global Network O2 international sustainable design di San Filippo del Mela e Pierelisa Rizzo, giornalista, assistente volontario del carcere di Enna. Ognuno di loro dà il proprio apporto a sostegno di un progetto creato, principalmente, attorno al talento e alla buona volontà  di Loredana, una lunga carcerazione alle spalle, tanto carcere ancora scontare, 5 figli e un marito che l’adora. “Filo Dritto”, cooperativa del tessile, produce prevalentemente manufatti in feltro, una antica tecnica che l’associazione “AManilibere”, attraverso Ninni Fussone, ha insegnato alle detenute già dal 2007. La lana, cardata, lavorata con acqua calda e sapone di Marsiglia,  rollata a mano o con bastoni di legno, dà vita ad una produzione di pregio che ora, grazie alla cooperativa, potrà essere commercializzata. Tutto realizzato a mano, con  cura per i particolari ed i materiali utilizzati, anche con lane colorate con colori naturali. Le lane utilizzate, provenienti da tutto il mondo con un occhio particolare a quelle autoctone, a volte impreziosite dal cashmere e dal cammello, vengono scelte in base all’effetto che si vuole ottenere. Come le coppole e le coperte, punti di forza della produzione di “FiloDritto” insieme ad arazzi, testate di letto, cuscini, tessuti per arredo e plaid. O la coperta creata recuperando una vecchia coltre dell’amministrazione penitenziaria sulla quale le donne hanno feltrato ad ago, altra tecnica usata, un istante della primavera siciliana con le sue caratteristiche fioriture, dai papaveri, allo zafferano, fiordalisi, cardi. L’idea è, dunque, quella del recupero ma anche del ricordo. Tra i lavori realizzati quello che riguarda la “coperta dei ricordi” creata con pezzi di tessuto, cappotti e abiti, delle persone care scomparse. Recupero, dunque, ma anche ricordo per non perdere l’essenza, il legame affettivo con chi non c’è più, per creare un oggetto nuovo, che accompagni il futuro. “Filo Dritto” ora  cerca designers o stilisti, eticamente orientati, che vogliano inserire nelle loro produzioni il feltro ed è anche disponibile a realizzare, su richiesta, “manufatti del ricordo”. Il catalogo della produzione, anche baschi, borse, bijoux, sarà presto consultabile sul sito www.amanilibere.it. Per info 340/8591765.

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