EMERGENZA SCUOLA, “LA TERZA ONDATA DI TAGLI NON E’ SOSTENIBILE”

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La terza tranche di tagli operata dalla Gelmini comporta una contrazione complessiva sul territorio nazionale di 19.700 posti docenti e 14.500 ATA.  In Sicilia la riduzione  degli organici ammonta a 4.200 posti, di cui 2.534 docenti e 1.666 ATA, corrispondente ad oltre il 12% del totale nazionale.  Nella provincia di Enna il taglio ammonta  a 184 posti  così ripartiti: •    – 56 posti nella scuola primaria; •    – 8 nella scuola secondaria di primo grado; •    – 50 nella secondaria di secondo grado; •    – 70 circa relativamente al personale ATA. Complessivamente la contrazione nel triennio è pari  a quasi 630 posti (-184 a.s. 2011/12, -240 a.s. 2010/11, -202 a.s. 2009/10); una cifra enorme che sta mettendo in ginocchio le scuole della nostra provincia attraverso una pesante riduzione dell’offerta formativa e dei servizi di supporto alla didattica: scompare il tempo pieno nella primaria, aumenta il numero di alunni per classe, si chiudono i laboratori, si riducono i servizi agli alunni e ai genitori, si accentuano i problemi legati alla sicurezza.
Tra l’altro la forte contrazione degli organici comporterà una condizione di soprannumerarietà diffusa per il personale di ruolo e un ulteriore  licenziamento del personale precario in un territorio in cui la crisi economica ha accresciuto notevolmente l’esercito dei disoccupati.  
E’ un taglio inaccettabile, frutto di una politica miope, che non guarda alla conoscenza come elemento centrale per lo sviluppo economico del paese  e accentua anche in questo settore il divario Nord/Sud. Per esempio, è assolutamente incomprensibile ed inaccettabile che mentre al Nord il tempo pieno viene garantito e ampliato, raggiungendo punte del 60%, al Sud continua ad essere ulteriormente ridotto.
Pertanto, le Organizzazioni sindacali, preso atto dell’assoluta insostenibilità di questo ulteriore taglio, che mina alle fondamenta la struttura stessa della scuola pubblica,

rivendicano
–    il ripristino, in tutto il territorio della provincia, del tempo pieno nella scuola primaria così come richiesto dalle famiglie;
–    il ripristino delle classi accorpate pur essendo in plessi diversi;
–    il mantenimento dei posti degli specialisti di lingua nella scuola primaria;
–    l’accoglimento delle richieste delle famiglie in ordine al tempo prolungato nelle secondarie di primo grado;
–    il mantenimento e l’ampliamento dello strumento musicale nelle scuole medie;
–    l’assoluto rispetto dei parametri previsti in ordine al numero di alunni per classe;
–    il rispetto della normativa sulla sicurezza;
–    la garanzia del sostegno e, ove necessario, dell’assistenza agli alunni H;
–    l’apertura dei laboratori nel secondo grado;
–    le risorse finanziarie per il funzionamento delle scuole;
–    il personale necessario per i servizi di supporto alla didattica e alla persona;

chiedono
alla deputazione Nazionale e Regionale, al Presidente della Provincia, ai Sindaci, al Dirigente dell’USP di intervenire presso il governo nazionale e regionale per bloccare il taglio operato, attribuire un organico docente e Ata funzionale all’offerta formativa;

proclamano
la mobilitazione della categoria e invitano gli studenti, le famiglie, le associazioni, i  movimenti e i soggetti sociali che a vario titolo operano nel settore della conoscenza a sostenere le azioni di contrasto per difendere la  scuola statale e garantire il diritto allo studio all’interno del territorio.

FLC CGIL         CISL SCUOLA      UIL SCUOLA      SNALS-CON FSAL    GILDA UNAMS

Angela Accascina        Fabio Russo        Michele Sollami        Calogero Giarrizzo            Fina Riccobene

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