ENNA: IL COORDINAMENTO IMMIGRATI DELLA CGIL FA IL PUNTO SUI PROBLEMI PIÙ IMPORTANTI RIGUARDANTI LA MIGRAZIONE IN PROVINCIA DI ENNA

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Nel 2010 gli immigrati in provincia di Enna raggiungono quota 2565. Tuttavia si tratta di un dato che varia continuamente. Si fa riferimento ai dati ISTAT, della Questura, dell’anagrafe dei Comuni e degli Istituti  assicurativi e Previdenziali. Cominciamo da quanti giungono dai paesi  dell’Europa a 27: sono 1.680, non hanno bisogno di permesso di soggiorno e sono così distribuiti nei comuni: 50 ad Agira, 48 ad Aidone, 41 ad Assoro,77 a Barrafranca, 92 a Calascibetta, 67 a Catenanuova, 45 a Centuripe, 18 a Cerami, 298 ad Enna,  17 a Gagliano C., 86 a Leonforte, 121 a Nicosia, 29 a Nissoria, 455 a Piazza Armerina, 35 a Pietraperzia, 87 a Regalbuto,14 a Sperlinga, 39 a Troina, 36 a Valguarnera, 25 a Villarosa. La componente maggioritaria  è quella rumena con 1.352 unità. Mentre gli immigrati extra comunitari presenti regolarmente sono 885 così distribuiti: Agira 21, Aidone 12, Assoro 24, Barrafranca 35, Calascibetta 11, Catenanuova 52, Centuripe 21, Cerami 9, Enna 338, Gagliano 9, Leonforte 36, Nicosia 46, Nissoria 8, Piazza Armerina 127, Pietraperzia 13, Regalbuto 33, Sperlinga 6, Troina 30, Valguarnera 44, Villarosa 11.
A questi bisogna aggiungere i nuovi ingressi con il flusso autorizzato quest’anno a seguito del Decreto del 30.11.10. Sono 46 quelli che verranno dai paesi che hanno convenzione con l’Italia; più 15 dagli altri paesi; più 2 unità che  da stagionali possono passare a tempo indeterminato. In totale 63 nuovi ingressi (pochi a confronto di una richiesta provinciale di 175 unità).Per esser più precisi bisogna aggiungere altre 75 unità fra colf e badanti ( la cui emersione lavorativa è stata autorizzata su 109 istanze presentate da oltre un anno).
Il conteggio finale dà il risultato di 2.703 immigrati regolari in tutta la provincia di Enna, ma senza tener conto di quelli irregolari, che per le istituzioni italiane non esistono, poiché sconosciuti alla Questura, per cui ogni giorno sono a rischio.
Si può pervenire a stilare una graduatoria della presenza degli immigrati per comune, tenendo presente che tante potrebbero essere le variazioni nell’anno in corso:
Enna con 636, di cui 338 extracomunitari e 298 comunitari;
Piazza Armerina con 582, di cui 127 extracomunitari più 455 comunitari;
Nicosia con 167, di cui 46 extracomunitari e 121 comunitari;
Leonforte con 122, di cui 36 extracomunitari più 86 comunitari;
Regalbuto con 120, di cui 33 extracomunitari e 87 comunitari;
Catenanuova con 119, di cui 52 extracomunitari e 67 comunitari;
Barrafranca con 112, di cui 35 extracomunitari e 77 comunitari;
Calascibetta con 103, di cui 11 extracomunitari e 92 comunitari;
Valguarnera con 80, di cui 44 extracomunitari e 36 comunitari;
Agira con 71, di cui 21 extracomunitari e 50 comunitari;
Troina con 69, di cui 30 extracomunitari e 39 comunitari;
Assoro con 6552, di cui 24 extracomunitari e 41 comunitari;
Centuripe con 66, di cui 21 extracomunitari e 45 comunitari;
Aidone con 60, di cui 12 extracomunitari e 48 comunitari;
Pietraperzia con 48, di cui 13 extracomunitari e 35 comunitari;
Nissoria con 37, di cui 8 extracomunitari più 29 comunitari;
Villarosa con 36, di cui 11 extracomunitari e 25 comunitari;
Cerami con 27, di cui 9 extracomunitari e 18 comunitari;
Gagliano C. con 25, di cui 8 extracomunitari e 17 comunitari;
Sperlinga con 20, di cui 6 extracomunitari e 14 comunitari.

In questo quadro i minori sommano a circa 400 (su oltre 9.000 in Sicilia): questi per il 50% sono nati in Italia ma non sono considerati italiani, mentre frequentano le scuole di ogni ordine e grado.
A questo proposito il Coordinamento è impegnato, afferma il suo responsabile Giovanni Rabiolo, a sostenere il progetto della CGIL, quello di dotare  l’Italia di una nuova legge che attribuisca la cittadinanza italiana non sul diritto di sangue (ius sanguinis) ma sul diritto di terra (ius soli) al fine di evitare la persecutoria incoerenza solo italiana secondo cui il giovane studente può ricevere protezione finchè  è minore ( da legge 286/’98), e invece appena maggiorenne essere considerato clandestino da espellere.
Ritornando ai dati viene fuori che su una popolazione provinciale di 174.000, gli immigrati rappresentano appena  l’1,55 %, mentre in Sicilia raggiungono il 3%  e in Italia  il 7,5 % .
Da notare lo scarto stridente che esiste tra le presenze degli immigrati e le posizioni previdenziali all’INPS. Erano circa 100 nel 2001 in rapporto a 660 immigrati. Mentre oggi sono circa 600 gli immigrati dichiarati all’INPS o all’INAIL essendo lavoratori dipendenti, con rapporto di collaborazione, con partita IVA o autonomi. Conclude Rita Magnano, segretaria generale della CGIL, osservando che molto è il lavoro in nero e l’evasione contributiva che sono indice di sfruttamento e di mancato rispetto delle leggi.
I dati esposti dimostrano che ha ragione il CNEL quando avverte che l’immigrazione costituisce un fatto strutturale della società con valore di mescolamento stabile a carattere familiare
Con questa consapevolezza il Coordinamento Immigrati ha dato alla CGIL la sua disponibilità a partecipare ai turni per assicurare l’apertura della Camera del Lavoro a Lampedusa. Una delegazione vi si recherà per qualche settimana per significare che si è pronti a recuperare la forza dei diritti là dove vengono sospesi, trattenuti, negati come pure gli immigrati. Anche perché la loro difesa porta benefici anche alla tutela dei diritti delle popolazioni indigene, che altrimenti sarebbero più esposte e in prima linea, senza l’avamposto difeso dagli immigrati. E’ chiaro che se ad essi vengono conculcati i diritti, presto lo saranno anche nelle retrovie più riparate, cioè fra i lavoratori italiani.

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