IL DIRETTIVO UIL SI ESPRIME SUL REFERENDUM

Print Friendly, PDF & Email

Giorno 06/06/2011 si è riunito il direttivo UIL convocato dal Segretario generale, Vincenzo Mudaro. All’ordine del giorno la posizione del sindacato in merito al referendum del 12/13 Giugno 2011. Durante la riunione è stato più volte ribadita l’importanza del referendum come strumento di democrazia diretta che consente agli elettori di partecipare attivamente alla vita politica del proprio paese esprimendosi su vari temi, a volte anche molto delicati come quelli su cui verte il referendum in questione. Il 2 giugno 1946 in Italia si svolse il primo referendum istituzionale. Gli italiani furono chiamati a scegliere tra repubblica e monarchia. Nacque la Repubblica italiana. Oggi, come ieri, i cittadini hanno la possibilità di esprimere la propria opinione e vincolare, di conseguenza, l’attività del governo. L’esito referendario, infatti, diventa fonte di diritto primaria  che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo. “Il voto, afferma Vincenzo Mudaro, costituisce l’ossigeno della democrazia e la condizione essenziale per la persistenza e la legittimazione della stessa. Il voto quindi è anche un dovere a cui ogni elettore deve rispondere soprattutto in occasioni di tematiche che hanno delle ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini”. L’acqua, il nucleare, il legittimo impedimento, costituiscono temi che condizionano gli stili di vita dei cittadini, dei loro territori e le amministrazioni e, pertanto, meritano una massiccia partecipazione al voto. Il direttivo ha analizzato attentamente i quesiti sui cui i cittadini sono chiamati a votare giungendo alla conclusione  che sia necessario impedire la privatizzazione del servizio idrico e qualsiasi possibilità per i gestori di ottenere profitti garantiti sulla tariffa e gli investimenti, caricando sulla bolletta degli utenti un 7 per cento a remunerazione del capitale investito, senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del sevizio. Il direttivo manifesta anche la sua contrarietà alla realizzazione delle centrali nucleari, ritenute costose e pericolose, e alla norma che consente al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di  invocare il legittimo impedimento a non comparire in udienza. E’ necessario votare SI ad ognuno dei quattro quesiti proposti per esprimere la volontà di abrogare tali norme.

About Post Author

Related posts