LE CARTELLE DELLA SERIT NON PERDONANO,E NON DANNO TREGUA AI CITTADINI

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“Non sfuggono neanche i morti –sostengono dal Centro studi “Sen. Antonio Romano”-. “Le lettere della Serit che intimano il pagamento entro 20 giorni vengono consegnate –dichiara il presidente Mario Orlando- anche a cittadini che hanno vinto il ricorso sia alla Commissione Tributaria provinciale sia, su ricorso dell’Ato rifiuti, alla Commissione Tributaria regionale sezione staccata di Caltanissetta”. Molta la sorpresa dunque per tanti che si sono visti recapitare a casa richieste di pagamento per bollette annullate o che sono ancora al vaglio della commissione tributaria. “Non stanno risparmiando proprio nessuno -continua Orlando- e molti sono quelli che si rivolgono a noi per cercare di uscire indenni da questa avventura, o forse sarebbe meglio definirla disavventura. Tra l’altro la cartella di pagamento inviata dalla Serit fa riferimento a dei ruoli emessi dall’Ato EnnaEuno che non aveva nessuna titolarità. Perchè la titolarità dell’emissione dei ruoli, per legge, spetta solo allo Stato, alle regioni, alle provincie, ai comuni e all’Inps. Ma a parte ciò –aggiunge Orlando- una cartella annullata dal giudice non giustifica il fermo amministrativo di un’auto. E a stabilirlo è il Tribunale di Roma, sezione staccata di Ostia, con l’ordinanza n. 171 del 12 maggio scorso. Per i giudici capitolini –spiega Orlando-, venuto meno il titolo esecutivo la società di riscossione, non deve nè preavvisare il fermo del veicolo nè tanto meno iscriverlo essendo entrambi atti illegittimi perchè privi della sottostante esistenza ed attualità di un titolo esecutivo. Per una società di riscossione –sottolinea ancora Orlando- ignorare i provvedimenti del giudice, costituisce atto illegittimo e grave abuso del diritto di azione. E quindi le ganasce fiscali, secondo quanto stabilito dal Tribunale di Roma, possono costare care agli esattori”. Intanto Orlando ribadisce per l’ennesima volta che “i cittadini che hanno ricevuto l’invito al pagamento non abbiano paura, perchè coloro che hanno presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale, ed è stato accolto, devono semplicemente comunicare il provvedimento alla Serit; coloro che non hanno avuto ancora esaminato il ricorso, attendere e in caso che ricevano il preavviso di fermo macchina presentino alla Commissione tributaria un’istanza di prelievo urgente; tutti coloro che non hanno presentato ricorso, hanno invece 60 giorni per impugnarlo innanzi alla Commissione tributaria”.
Giacomo Lisacchi

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