INDIVIDUATO UNO DEGLI AUTORI DI DUE RECENTI RAPINE COMMESSI AI DANNI DI ANZIANE DONNE NELLA CITTÀ DEI MOSAICI

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Nella serata scorsa, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto, di un giovane, tale RAITANO Antonino, gelese, classe 1990, con numerosi precedenti penali, anche per rapine, furti con strappo e stupefacenti, poiché gravemente indiziato di essere uno degli autori, di due separati delitti di rapina, in concorso con altri, in pregiudizio di altrettante donne anziane. Il RAITANO, inoltre, sempre nella giornata scorsa, veniva indagato per i reati di cui agli artt. 116/13 c. C.d.S. (guida con patente revocata), art. 73 D.P.R. 309/90 (detenzione illecita di sostanze stupefacenti), art. 495 c.p. (falsa attestazione a un P.U. sulla propria identità), fatti questi ultimi commessi proprio ieri. In particolare, nello scorso maggio, di mattina, nei pressi di un supermercato, veniva rapinata un’anziana signora, ed ancora di recente, lo scorso giugno, nella mattina, veniva rapinata su strada un’altra anziana signora.  Gli investigatori armerini a seguito delle ininterrotte attività investigative esperite in relazione agli episodi delittuosi di rapine commesse di recente ai danni di anziane signore, nella tarda serata di ieri, hanno proceduto al Fermo di Indiziato di Delitto nei confronti del pregiudicato RAITANO Antonino, ritenuto gravemente indiziato di essere uno degli autori delle rapine in questione, in concorso con altri.
In particolare, il RAITANO Antonino, nel pomeriggio di ieri, veniva rintracciato dai poliziotti del Commissariato della città della Madonna dei mosaici, in nei pressi del centrale Ufficio Postale, a bordo della propria autovettura in compagnia di altri due soggetti pregiudicati, entrambi minorenni, tutti sprovvisti di documenti d’identità.
A seguito delle fortissime somiglianze con uno degli autori delle precedenti rapine, secondo le descrizioni e le immagini di telecamere che avevano ripreso gli episodi delittuosi, i poliziotti armerini  approfondivano ulteriori elementi di reità da porre in capo all’odierno indagato, riconosciuto poi, con assoluta certezza e senza ombra di dubbio dal personale dipendente operante come uno dei due rapinatori ricercati per la rapina del maggio scorso, in cui l’anziana vittima, tra l’altro, riportava delle lievi lesioni.
Inoltre, emergevano altri gravissimi indizi a suo carico circa il suo coinvolgimento anche nella rapina del giugno scorso, anch’essa ai danni di un’anziana donna, che nell’occasione, riportava, anche lei delle lesioni a seguito dell’efferato gesto.
Infatti, il RAITANO risultava essere l’effettivo proprietario dell’autovettura utilizzata dai citati malviventi in quella occasione.
Sussistendo il concreto pericolo che il RAITANO Antonino, appresi i gravi indizi a suo carico, se lasciato libero, potesse darsi alla fuga, facendo perdere le proprie tracce per sottrarsi alla giustizia, così come dimostrato anche dal vano tentativo di farsi passare per altra persona, fornendo come proprie le esatte generalità di altro pregiudicato da lui conosciuto, spingendosi fino alla materiale apposizione di una firma, con il medesimo nome falsamente declinato agli operatori.
Inoltre, gli agenti constatavano la particolare propensione a delinquere del fermato, in quanto lo stesso, nell’episodio di ieri, oltre a rendere false dichiarazione sulla propria identità, veniva sorpreso alla guida della propria autovettura con patente recentemente revocata (art.116/13 c. C.d.S.), detenendo, altresì, illecitamente sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90), insieme a due giovani, minorenni, anche loro di Gela, entrambi con precedenti penali per reati contro il patrimonio (furto con strappo, ricettazione ed altro), risultati anch’essi sprovvisti di documenti di identità, gli stessi venivano accompagnati in questi Uffici. Ultimati gli accertamenti inerenti l’identificazione dei due predetti soggetti minori, gli stessi venivano affidati ai rispettivi esercenti la potestà genitoriale.

In considerazione della gravità dei fatti, desumibili da quanto sopra evidenziato, nonché da:
a)    la perfetta corrispondenza delle sue caratteristiche fisico-somatiche con quelle registrate dalle telecamere che avevano ripreso gli episodi delittuosi;
b)    la disponibilità a titolo proprietà della macchina con la quale era stata commessa la seconda rapina ai danni, dalla quale era desumibile la sua partecipazione a detto delitto;
c)    dai molteplici precedenti penali di rilevante allarme sociale e relativi a reati di specie analoga a quello per cui si procede accertati in capo al predetto pluripregiudicato;
d)    dal concreto pericolo che il RAITANO Antonino, appresi i gravi indizi a suo carico, se lasciato libero, potesse darsi alla fuga, facendo perdere le proprie tracce per sottrarsi alla giustizia, risultando in proposito provato il fatto che lo stesso, oggi non abbia esitato a farsi passare per  alttra persona, spingendosi fino ad apporre la firma col falso nome;
e)    Dalla considerazione che anche la “trasferta ” di ieri fosse finalizzata ad una qualche ulteriore rapina da consumare a Piazza Armerina, lontano dal suo luogo di residenza (Gela);
f)    f)- dalla personalità criminale dell’odierno fermato chiaramente desumibile dai fatti cristallizzati questo pomeriggio: l’autovettura lasciata in sosta nei pressi dell’ufficio postale in un orario di apertura ed in giornata di pagamenti di pensioni agli anziani; dall’accompagnarsi ad altri due minorenni entrambi con precedenti penali della stessa indole di quelli per cui si procede; della detenzione di sostanze stupefacenti di cui spontaneamente si assumeva la paternità, dell’essersi messo alla guida dell’autovettura con patente recentemente revocata ed inoltre senza la prescritta copertura assicurativa obbligatoria del mezzo nonché la revisione periodica dello stesso;

il RAITANO Antonino, veniva, pertanto, posto in stato di fermo di indiziato di delitto, e segnalato alla Procura della Repubblica Erea. Ultimate le ritualità, lo stesso veniva associato alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’A.G. procedente.

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