:“DETENEVA UN’ARMA CLANDESTINA, PRIVA DI SCRITTE E DI CONTRASSEGNI DI IDENTIFICAZIONE – NONCHÉ NR. 20 CARTUCCE CAL. 22 LONG RIFLE, IL TUTTO DETENUTO ILLEGALMENTE PRESSO L’ABITAZIONE RURALE

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Nella serata scorsa, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno proceduto all’arrestato, di un giovane piazzese, tale PROFETA Cosimo, classe 1978,  poiché colto nella flagranza del delitto di detenzione di un’arma clandestina, poiché priva di scritte e di contrassegni di identificazione – nonché in possesso di nr. 20 cartucce a percussione anulare, cal. 22 long rifle, in violazione degl’art. 23 110/1975 e 697 codice penale, il tutto detenuto illegalmente presso l’abitazione rurale in disponibilità dell’indagato. In particolare, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio , i poliziotti armerini effettuavano, una perquisizione nei luoghi in disponibilità dell’indagato, alla ricerca di armi, munizioni o materie esplodenti illegalmente detenute.
E così che la perquisizione effettuata nella casa rurale, sita in una contrada armerina, permetteva di rinvenire, nella camera da letto, all’interno di un armadio, una pistola e del munizionamento detenuto illegalmente.
L’arma rinvenuta, si trattava di una pistola a rotazione ottenuta tramite modifiche artigianali, operate su elementi meccanici provenienti da un’arma giocattolo, in grado di alloggiare  cartucce a percussione anulare cal. 22 long rifle, con una canna ad anima rigata proveniente da altra arma dello stesso calibro. Priva di scritte e di contrassegni di identificazione era da ritenersi, pertanto, ai sensi dell’art. 23 legge del 18/04/1975  nr. 110, arma clandestina. Appariva dunque, oltremodo probabile, che l’arma, opportunamente alimentata potesse esplodere dei colpi, il che evidenziavano la particolare insidiosità dell’arma rinvenuta.
L’arma e il munizionamento sopra descritto, veniva debitamente e contestualmente posto sotto sequestro dagli agenti armerini, trattandosi, fra l’altro, di arma clandestina.
I poliziotti armerini, nella considerazione della gravità dei fatti, desumibili da quanto sopra evidenziato, nonché da:
a)    della gravità dei fatti accertati, derivante dalla detenzione di un’arma ottenuta tramite modifiche artigianali, operate su elementi meccanici provenienti da un’arma giocattolo.
b)    del fatto che l’arma si trovava all’interno di in un cassetto di un mobile posto in una camera da letto, e quindi nella diretta disponibilità dell’indagato, opportunamente occultata fra indumenti di bambini, e solo grazie all’ausilio del dispositivo metal detector utilizzato dai poliziotti, veniva rinvenuta;   
Accertato quanto sopra, configurandosi il delitto p. e p. dagli artt. 23 della legge 110/1975 e la contravvenzione ai sensi del 697 c.p. a carico del PROFETA, lo stesso veniva tratto in arresto, e segnalato alla Procura della Repubblica Erea per gli indicati reati. Ultimate le ritualità, lo stesso veniva associato alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione dell’A.G. procedente.

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