IL COMITATO CITTADINO PROPONE LA DIVULGAZIONE DELLA CONOSCENZA DELLA FIGURA DEL CONCITTADINO SANTO ELIA.

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Durante la Messa della festa della Madonna, Patrona di Enna, il 2 Luglio 2011, il Vescovo Mons. Michele Pennisi nella omelia, dopo avere preso posizione contro la disoccupazione e il precariato e trattato problemi sociali e religiosi, ha fatta un breve cenno al nostro concittadino Santo Elia.  Questo ha dato motivo a questo Comitato di riprendere una iniziativa di molti anni fa di far conoscere e valorizzare questo Santo che il Comitato in occasione della Settimana culturale dedicata alle tradizioni religiose della nostra città, nel 2008, invitò il Papàs Luigi Lucini della “Martorana” di Palermo ad intervenire e parlare sul Santo fornendo ampia documentazione. Sant’Elia il Giovane o come dicono i Greci, il Nuovo (Neo), il cui nome era Giovanni Racchetta, nacque a Castrogiovanni tra l’828 e l’829, la cui casa natale, era dove attualmente è la torre campanaria della chiesa del Carmine, chiamata Torre Elia.
Era un monaco dell’ordine di S. Basilio. Fu una sorta di Savanarola, durante l’occupazione dei Saraceni in Sicilia ed a Enna. Sin da fanciullo mostrò altissime doti di preghiera e di profezia; fra le altre cose predisse che lì a non molto sarebbe stato rapito dai Saraceni, cosa che avvenne realmente intorno ai suoi dodici anni(839).
Venne imbarcato per l’Africa insieme a duecento schiavi. Fu liberato da una nave da guerra bizantina e fu restituito ai parenti. Tre anni dopo (842) fu nuovamente rapito dai Saraceni e giunta in Africa fu venduto ad un mercante di pelli, cristiano. Riavuta la libertà rimase in Africa per convertire molti infedeli alla fede di Cristo, tanto che tale cosa gli attirò la malévolenza dei musulmani, incarcerandolo e condannandolo a morte. Ma contro ogni previsione venne improvvisamente liberato.
Passato in Terrasanta, giunse a Gerusalemme dove nell’anno ‘874 ebbe l’abito monastico. Dopo tanto peregrinare nella Terrasanta, in Grecia e in Egitto, fondò in Calabria un monastero tra le città di Palmi e Seminara, che prese il nome di Saline. Andando a Taormina, diede l’abito monastico al giovane Daniele, che gli succederà alla guida del monastero da lui fondato. Invitato a recarsi a Costantinopoli dall’Imperatore Leone il Saggio, predisse però al suo fido discepolo Daniele, che sarebbe morto prima di giungere a destinazione. Infatti giunto a Tassalonica (oggi Salonicco), il 17 Agosto dell’anno 904 morì. un nobile calabrese residente a Costantinopoli, fu incaricato da Leone VI di ricondurre le spoglie di S. Elia nel monastero delle Saline.
Si fa appello alle Istituzioni, religiose e civili di valorizzare questo Santo, ricordaudo1o, con una sua immagine, che un suo quadro si trova nella Chiesa di S. Giovanni, un dipinto a colore, da installare nella Chiesa del Canine; istituendo una sua ricorrenza annuale e facendo conoscere la sua storia e i suoi miracoli. Di Sant’ Elia molti eruditi scrittori hanno scritto. L’Istituto Sicilia di Studi Bizantini e Neoellenici dal testo inedito con traduzione italiana dal testo greco, ha pubblicato. la vita de1 Santo ennese. Prima si conosceva soltanto, la vita di S. Elia attraverso una versione latina di Gaetani “Vitae Sanctorum Sicularum” del 1657.
Poi altri autori hanno scritto, fra questi frà Giovanni di Cappuccini, il Vetri, il Lo Menzo l’Amari, l’Aprile e in ultimo Angelo Vetri, autore fra l’altro della toponomastica di Enna.
Sarebbe cosa giusta costituire un Comitato di volontari cittadini per la divulgazione della conoscenza della figura del concittadino Santo Elia.

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