FAND ENNA: MORTI SUL LAVORO SOTTO QUOTA MILLE

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Rapporto Inail: la prima volta dal dopoguerra. In calo anche gli infortuni: 775 casi nel 2010, al contrario nel primo trimestre 2011  in Sicilia sono aumentati le morti e gli infortuni. Soddisfazione del Presidente della FAND  Giuseppe Regalbuto e del reggente Provinciale Cav Rosario Conti dell’ANMIL per la diminuzione di incidenti  sul lavoro nel 2010, mentre inizia male il 2011 in Sicilia Roma. Le “morti bianche”, cioè gli infortuni mortali sul lavoro sono in calo: meno di mille nel 2010, per la prima volta dal dopoguerra. La buona notizia viene dal Rapporto annuale dell’Inail, presentato ieri a Roma. Gli incidenti mortali sono scesi lo scorso anno a 980 rispetto ai 1053 del 2009, con una flessione del 6,9%. Sono 980 nel 2010, 73 in meno dello scorso anno. Anche gli infortuni diminuiscono, di un 1,9% che li porta poco sopra i 775 mila casi. Il paese si avvicina così alla media europea, che secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2007, è di 2,1 decessi ogni 100 mila occupati (meno dei 2,5 morti italiani).
Il responsabile dell’Inail per la consulenza statistico-attuariale, Franco D’Amico, ha osservato che si è abbattuto un muro, una soglia significativa, che fa sperare bene per il futuro anche se è ancora lontano il traguardo degli “infortuni zero”. Il presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori, ha fatto notare che – se teniamo conto dell’aumento dell’occupazione – la flessione degli infortuni raggiunge la percentuale del 28,4%. Le cose vanno diversamente per il “lavoro nero”: per il 2009, si stimano 165 mila infortuni “invisibili” di gravità medio-lieve.
E’ stato denunciato un altro fenomeno: il 2010 è stato un anno peggiore di quello precedente (da 119.240 a 120.135 infortuni) per i lavoratori stranieri, in particolare per la componente femminile, legata alla continua crescita numerica di “colf” e “badanti” straniere, soprattutto dell’Est europeo.
Si conferma che la casa può essere più rischiosa della fabbrica: una verità ben conosciuta nelle strutture di pronto soccorso. Quanto alla fabbrica, il settore più rischioso è quello delle costruzioni, dove si registra il primato dei decessi (32, in calo rispetto ai 45 del 2009).
Sotto l’aspetto dei conti, l’Inail “continua a configurarsi come un ente finanziariamente solido”, con una sostanziale tenuta del portafoglio aziende, anche se la crisi ha avuto un impatto con la contrazione delle entrate.
Nel 2010, l’Inail ha esteso la sua tutela a circa 16 milioni di lavoratori. I dati di bilancio risultano migliorati nell’ultimo biennio con un avanzo di cassa pari a 17,514 miliardi di euro. L’avanzo di amministrazione pari ad oltre 25,205 miliardi di euro, risulta migliore ai 23,925 miliardi del 2009. A giudizio della Cisl, l’andamento decrescente degli infortuni sul lavoro è dovuto all’azione di informazione e formazione svolta sul territorio dalle parti sociali.
Secondo il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “sta crescendo la cultura della sicurezza”. Il presidente di una “multinazionale” riferì ai giornalisti di essere riuscito ad aumentare il livello di attenzione dei lavoratori, convocando apposite riunioni alle quali erano invitate le mogli degli interessati. Gli ammonimenti a “fare attenzione” trovavano un’eco in famiglia con effetto moltiplicativo sulla prudenza dei comportamenti.
La Confapi (piccola industria) ha chiesto ieri la detassazione degli investimenti in sicurezza da parte delle imprese. L’ex-ministro del Lavoro, Cesare Damiano, dopo aver ricordato il Testo Unico sulla sicurezza e sul lavoro del governo Prodi. Il Presidente della FAND Giuseppe Regalbuto ha detto:”Anche un solo lavoratore che perde la vita rappresenta un accadimento doloroso per una famiglia, per una comunità di lavoratori e per quanti hanno a cuore l’esigenza di tutelare la loro integrità psico-fisica”.
Una nota dolente arriva dal primo trimestre del 2011 da parte dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering dove denuncia la morte di 11 vittime in Sicilia.
Infatti il 35,1% dei decessi di questi primi tre mesi sono stati nel settore dellagricoltura, dai 40 ai 49 anni l’incidenza più alta di morti.
Il Cav. Rosario Conti reggente dell’ANIMIL di Enna si augura che per il futuro la percentuale di incidenti possa diminuire; conclude Regalbuto che ritiene indispensabile prevenire gli infortuni attraverso la formazione.

Presidente della Fand
Giuseppe Regalbuto

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