ENZO MUDARO, SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL ENNA SULLA PROPOSTA DI ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.

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Una riorganizzazione generale che non può essere sempre a carico delle piccole realtà ma che deve guardare all’insieme dell’assetto dello Stato. Questa la posizione del Segretario Generale della Uil di Enna Vincenzo Mudaro in merito alla proposta inserita nella manovra economica del Governo Berlusconi di abolire le province con meno di 300.000 abitanti.  Non è concepibile che a pagare il risanamento dei conti dello Stato siano sempre le realtà più piccole, più svantaggiate e più povere. E’ un metodo, questo, che la Uil di Enna non accetta e non ha mai approvato. Tagliare le spese partendo dalle realtà meno onerose per le Casse dello Stato sembra essere un atteggiamento più populista che responsabile, la solita dura legge del più debole che soccombe al più forte. Ci chiediamo quale possa essere il senso e il vantaggio economico derivante dalla soppressione di piccole province quale quella di Enna e dal mantenimento di realtà metropolitane come Roma o Milano dove esiste una reale sovrapposizione di competenze e di ruoli tra i vari Enti, con costi esorbitanti.
E’ necessario abbattere i costi della politica con un progetto serio che non penalizzi le aree marginali del paese, per cui una riforma vera che contempli la possibilità di abolire tutte le province, con conseguente riorganizzazione e rivalorizzazione dei territori, in modo particolare di quelli più poveri come il nostro.
Riteniamo necessario mettere in campo tutte le iniziative utili a determinare una modifica degli articoli 15 e 16 della manovra economica che ancora una volta colpisce le aree più depresse del Paese.

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