PIAZZA ARMERINA: “NON SMETTE DI PERSEGUITARE LA EX MOGLIE, NONOSTANTE I NUMEROSI ANNI DALLA SEPARAZIONE”

Nei giorni scorsi, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti –  hanno eseguito  l’arresto – in esecuzione della misura cautelare richiesta dalla Procura della Repubblica di Enna, nella persona del sostituto procuratore dott. Francesco RIO – ed accolta  dal G.I.P. presso il Tribunale ereo – nella persona della dott.ssa Luisa Maria BRUNO –  a carico di un pregiudicato armerino, CASCINO Roberto, classe 1977, sottoposto alla misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. – con precedenti penali, poiché gravemente indiziato dei reati di stalking, violenza privata ed ingiurie (artt.81, 612/bis, 610 e 594 c.p.), nei confronti della ex moglie, per avere – con più azioni del medesimo disegno criminoso – posto in essere delle ripetute condotte illecite, minacciando e molestando l’ex coniuge, cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e di paura, ingenerandole altresì il fondato timore per la propria incolumità e per quella dei propri familiari, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, ingiuriandola sulla pubblica via con epiteti vari, giungendo persino a minacciarla di morte. Inoltre, gli viene contestato  il reato di cui all’art. 612/2° comma c.p. ( minacce gravi), in pregiudizio dell’ex suocero, e danneggiamento nei confronti dello zio della ex moglie. Inoltre lo stesso viene ritenuto responsabile del reato di cui all’art.9 della Legge 1423/56, quale soggetto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., per non aver rispettato le Leggi e quindi violando le prescrizioni a cui era sottoposto. Ed ancora, nella misura in argomento veniva richiamato il fatto che il medesimo era stato denunciato, poiché ritenuto anche responsabile di minaccia ed estorsione nei confronti di un barista che si era rifiutato di somministrargli una consumazione, nonostante il suo palese stato di ebbrezza alcoolica.

In particolare, i fatti-reato ascrivibili al CASCINO Roberto, consumati in pregiudizio dell’ex moglie e dell’ex suocero, mettevano in evidenza la pericolosa escalation criminale che stava assumendo il predetto Sorvegliato Speciale di P.S., per le reiterate condotte delittuose consumate nell’ultimo decennio in danno della moglie e/o dei suoi familiari, fatti, alcuni dei quali, già sentenziati con alcune condanne emesse dal Tribunale di Enna e che, nel corso del tempo, hanno portato le varie Autorità intervenute ad adottare provvedimenti di vario genere nei confronti del CASCINO Roberto.

Nonostante siano state adottate varie misure a carico del CASCINO Roberto (Ordinanze restrittive, misure di prevenzione e trattamenti sanitari obbligatori) il predetto, infatti, non sembrava voler cambiare condotta di vita e, soprattutto negl’ultimi mesi, stava manifestando comportamenti delittuosi, oltremodo pericolosi anche nei confronti di altri soggetti, tra cui anche i familiari.

Il CASCINO, però, non rassegnandosi assolutamente al fatto la relazione con la ex moglie fosse oramai finita da tempo, nonostante i vari arresti patiti e/o i periodi di detenzione in carcere, non appena ne aveva avuto la possibilità, essendo ritornato libero, poneva in essere delle condotte persecutorie nei confronti della donna, nonché in pregiudizio dei propri parenti più intimi.

I nuovi fatti, che vengono contestati al CASCINO con la misura in argomento, riguardano gli ultimi periodi, che lo hanno visto protagonista di una condotta ossessiva, finalizzata a perseguitare l’ex moglie con reiterate condotte delittuose, prospettando alla stessa dei mali futuri, molestandola ed ingiuriandola per strada ogni qualvolta riusciva ad incrociarla per le strade di Piazza Armerina, tutte condotte che configurano, nella maniera più classica, il reato di stalking.

In particolare, in un recente episodio, infatti, la ex moglie, transitando in una piazza centrale della città dei mosaici, incontrava il CASCINO Roberto, completamente ubriaco, il quale, in presenza di tante persone, la ingiuriava e la minacciava, platealmente. Vista la violenta condotta del predetto, la donna saliva a bordo della sua autovettura e si allontanava velocemente per rientrare a casa.

La condizione di disagio e l’alterazione delle proprie abitudini sociali sono state esternate espressamente dalla donna che, temendo sconsiderate aggressioni per opera del CASCINO, risultava costretta a limitare le proprie relazioni sociali, proprio per evitare che, uscendo da casa la donna potesse incontrare l’ex marito, a seguito dei fatti di cui quest’ultimo si è reso autore nel periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno del corrente anno, negli ultimi mesi la ripetuta parte offesa aveva adattato i propri orari con quelli in cui il CASCINO non poteva trovarsi in giro per la città, avendo quest’ultimo l’obbligo di permanenza nel domicilio in orario notturno, quale Sorvegliato Speciale di P.S.-

A riscontro della pericolosità del CASCINO, nei confronti della donna,  si evidenziavano le circostanze (come il costante stato di ubriachezza ed il trattenersi nei bar), che contribuivano al perfezionamento degli atti assillanti consumati in danno della ex moglie. Particolarmente significativi, sono stati gli eventi delittuosi consumati dall’odierno indagato recentemente, in danno di alcuni familiari della donna, in particolare in pregiudizio del padre e dello zio. Infatti, il pregiudicato, coglieva ogni occasione utile per “colpire” i familiari dell’ex coniuge.

In particolare, alcuni mesi addietro, proprio lo zio della donna subiva il danneggiamento della propria autovettura, consistente nella rottura del cristallo anteriore. Infatti, proprio nel momento in cui ciò avveniva, il medesimo congiunto, unitamente alla giovane nipote, sentivano un forte rumore provenire dalla strada, ed affacciandosi immediatamente dalla porta d’ingresso, notavano che il CASCINO Roberto, si allontanava a bordo di una vespa 50, mezzo effettivamente posseduto dall’indagato.

Inoltre, il CASCINO, in altre occasioni recenti, si era responsabile di episodi di violenza nei confronti altre persone, fra cui, anche i prossimi congiunti.

In particolare, in una tarda serata dello scorso maggio, gli agenti armerini intervenivano nell’abitazione dell’odierno arrestato, in quanto ivi era stato segnalato il predetto Sorvegliato Speciale di P.S., che versava in stato di escandescenza, nonché, ferito in più parti del corpo, che si stava opponendo ai soccorsi prestati dei sanitari.

Giunti sul posto, i poliziotti del Commissariato della città dei mosaici, contattavano l’anziana madre e la sorella, in quella fase assistite da alcuni vicini di casa. Le due donne, visibilmente scosse, riferivano ai poliziotti che il predetto CASCINO Roberto, alteratosi improvvisamente, anche per il fatto che in serata aveva assunto vino e birra, aveva frantumato la vetrata di un infisso interno con un pugno e, di conseguenza, si era procurato delle vaste ferite lacere ad un braccio ed in altre parti del corpo. Aggiungevano, altresì, che a causa di tali condizioni le stesse erano state percosse e maltrattate. A riscontro di quanto appreso, si poteva verificare che il pavimento dell’ingresso era cosparso da una grossa quantità di sangue, ed effettivamente la vetrata di una porta interna era stata frantumata. In quella medesima sede familiari del CASCINO lamentavano ai poliziotti armerini i pregressi patiti maltrattamenti, sempre per opera del predetto pregiudicato che, negli ultimi tempi, abusando di sostanze alcoliche, avrebbe assunto nei loro confronti condotte violente. Proprio quella sera, infatti, l’anziana madre riferiva che tutto era scaturito dalla circostanza che la donna si era permessa di richiamare il figlio a non bere più. Il figlio, di contro, andava in escandescenza e come un ossesso iniziava a gridare tentando di aggredire la madre fisicamente con degli schiaffi indirizzati al viso. A questo punto il pregiudicato in argomento iniziava a sferrare pugni e pedate ovunque e con pugno colpiva la porta della camera da letto frantumando la vetrata procurandosi la citata vasta ferita al braccio con copiosa emorragia.

I poliziotti armerini, unitamente ai vicini accorsi in aiuto, riuscivano, senza non poche difficoltà, a vincere la resistenza del CASCINO Roberto, aiutando i sanitari del 118, per tentare di bloccare la copiosa emorragia al braccio, serrandola con una cintura. Ancora sopra l’ambulanza, ed appena giunti nel nosocomio armerino, il pregiudicato ferito, continuava a dimenarsi freneticamente, perdendo sangue sia nel mezzo che nei locali del pronto soccorso.

Raggiunto il pronto soccorso, nonostante le difficoltà causate dal comportamento violento  del pregiudicato, il CASCINO Roberto riceveva le prime cure. Lo stesso, infatti, manifestava malesseri tipici di chi aveva ecceduto nell’assunzione di sostanze alcoliche  (quali vomito ed altro) ed alternava momenti di parziale lucidità mentale con momenti di torpore.

Trattandosi di soggetto che nell’occorso aveva manifestato una condotta di pericolo per se e per i suoi familiari conviventi, veniva richiesto l’intervento della locale Polizia Municipale per l’avvio del trattamento sanitario obbligatorio.

In quella circostanza, il CASCINO veniva denunciato anche per le violazioni penali per il reato di cui all’art. 572 c.p., in quanto,  con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, aveva posto in essere maltrattamenti in pregiudizio dei componenti il proprio nucleo familiare  ed in particolare in pregiudizio della madre.

Inoltre, in un’altra occasione, in una sera dello scorso giugno il CASCINO, violando la prescrizione sugli orari di rientro nella propria abitazione, si recava presso un bar del centro armerino.  Ivi giunto, il pregiudicato andava in escandescenza, minacciando gli astanti e persino il barista, pretendendo una consumazione, nonostante il rifiuto alla somministrazione dell’esercente, che ne aveva constatato l’evidente stato di ubriachezza.

Intervenuti i poliziotti armerini per bloccare il soggetto in escandescenza, il gestore riferiva loro che, fra l’altro, non si trattava della prima volta che il CASCINO pretendeva di consumare delle bevande senza corrisponderne il prezzo, o comunque di ottenerla quando già palesemente ubriaco, e senza esitare a minacciare il gestore per costringerlo a soddisfare la sua richiesta.

Successivamente, il pregiudicato, veniva trasportato nel locale ospedale, a causa dei malesseri conseguenti all’abuso di alcool. E proprio all’interno del nosocomio armerino, il CASCINO ridava nuovamente sfogo alla sua aggressività e di insofferenza alle cure dei medici – trovandosi in palese stato di ebbrezza alcolica – scagliandosi contro medici e personale sanitario, fino alla decisione intrapresa dagli operanti, di sottoporlo, nuovamente, alla procedura del trattamento sanitario obbligatorio.

Nella considerazione dei fatti di reato commessi dal CASCINO, evidenziando a tal fine la loro oggettiva gravità, nonché che il predetto, in futuro, avrebbe potuto rendere ancor più plateale la sua pericolosa aggressività, gli investigatori armerini deferivano il CASCINO alla Autorità Giudiziaria erea.

Le positive risultanze sui fatti sopra descritti, raccolte dagli investigatori armerini, infatti, venivano rassegnate alla procura della repubblica erea, che proponeva il CASCINO Roberto per la misura cautelare della custodia in carcere.

Misura quest’ultima adottata dal G.I.P. ennese, ed eseguita dai poliziotti armerini nella giornata odierna, che, dopo averlo rintracciato, ed ultimati gli atti di rito, lo associavano alla casa circondariale di Enna.

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