FESTA DELLE FORZE DELL’ORDINE. ENNA RICORDA IL IV NOVEMBRE 1918

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E’cosa importante ricordare la storica data del IV Novembre 1918, quando fu rifatta la storia d’Italia, crollando l’impero Austriaco e con il sacrificio di tanti italiani della prima guerra mondiale, con la vittoria, l’Italia conquistò l’indipendenza. Enna diede anche il suo contributo di sacrifici con circa 300 caduti in guerra, elencati nel monumento dei caduti e fra questi il Cap. Alberto Colajanni, nipote di Napoleone al quale gli fu intestata una Via già Via frà Diavolo, al Ten. Salvatore Cajafo, al Sott. Ten. Ignazio Cristadoro, al Sott. Ten. Giuseppe Gervasi, all’ Aspirante Ufficiale Giuseppe Arangio, al soldato Filippo Di Stefano a tutti questi furono

intestati delle Vie Mentre al Caporale Mariano Cascio è contestatario con il fratello Luigi dell’Istituto Regionale d’Arte.  Al Sergente Gesualdo La Paglia gli fu intestato il Distretto Militare. Nel 1913, prima della guerra (1915—1918), durante la fiera di Maggio del bestiame che si svolgeva nella zona Monte, vennero degli ufficiali di cavalleria, per requisire muli e cavalli per l’esercito da utilizzare a trasportare armamenti, vettovaglie e soldati impegnati nel conflitto mondiale.
Durante la guerra, Enna ospitò fraternamente pure i profughi del Friuli, dopo la disfatta dì Caporetto. Accolse umanamente i profughi ungheresi, la maggior parte contadini.
Qui Castrogiovanni viveva le sue ore tra le tessere, tra la deficienza dell’acqua, con le difficoltà degli approvvigionamenti e la tensione della lotta.
Ogni sera, al Circolo dei Civili, don Luigino Mazzola, recava la copia del bollettino del Comando Supremo, sulle operazioni di guerra, che veniva letto, con una certa enfasi, da uno dei soci anziani, che, non essendo stato chiamato alle armi, per la sua età, combatteva a modo suo la battaglia, sul fronte interno.
I problemi civici più importanti erano stati accantonati per riparlarne della loro soluzione a guerra finita.
Infatti terminata la guerra, ritornati i combattenti, la vita ritornò a fluire e questa volta i due più importanti e più urgenti, quello dell’approvvigionamento idrico e l’illuminazione elettrica (che mancavano) ripresero ad essere agitati.
I due più importanti problemi grazie all’opera tecnica dell’Ing. Giuseppe Panvini nel 1923 furono realizzati.

 

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