SANITA’: 2200 DISABILI MENTALI A RISCHIO ASSISTENZA IN SICILIA. IL GRIDO D’ALLARME DI CONFCOOPERATIVE E LEGACOOP

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Duemiladuecento disabili mentali siciliani rischiano di non avere più assistenza nelle comunità alloggio di tutta l’isola. Strutture affidate a cooperative sociali e associazioni che versano in gravissime difficoltà economiche a causa dei mancati pagamenti da parte dei Comuni, e a loro volta dalla Regione Siciliana, con cui operano in regime di convenzione. Ritardi ormai cronici – a Palermo le fatture sono ferme al 2009 – da ricondurre alla strutturale carenza di fondi che accomuna tutti gli enti locali e che in Sicilia stanno per ripercuotersi sull’intero sistema di assistenza psichiatrica ormai al collasso: oltre ai 2200 pazienti e alle rispettive famiglie – che non possono farsi carico di accudire malati mentali – il mancato saldo delle rette alle comunità alloggio convenzionate metterà a rischio il posto di lavoro dei 1800 operatori delle 120 cooperative sociali e delle associazioni.

Con il sostegno di Confcooperative Sicilia e Legacoop Sicilia, le Cooperative sociali e le Associazioni che gestiscono le comunità alloggio, insieme alle Associazioni dei familiari organizzano un incontro con la stampa (Catania, Hotel Nettuno, lunedì 21 novembre, ore 11) per presentare il sit-in di protesta permanente in programma da mercoledì 23 novembre a Palermo, dinanzi la Presidenza della Regione Siciliana e motivare le ragioni della protesta.

Alla conferenza stampa di Catania, coordinata da Francesco Lirosi (presidente della coop Insieme) parteciperanno rappresentanti del mondo cooperativo impegnato nell’assistenza ai disabili mentali provenienti da tutte le province siciliane. Interverranno Nino Grasso, presidente di Confcooperative-Federsolidarietà, e Angela Peruca, coordinatrice Legacoopsociali Sicilia che spiegheranno ai giornalisti quali sono le richieste al Governo Regionale per la riorganizzazione del sistema, a partire dal passaggio di competenza delle comunità alloggio dall’Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali (dal quale dipendono oggi) all’Assessorato alla Sanità, anche alla luce del recente Piano Sanitario Regionale.

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