VILLA GUSSIO ENNA: LA GUARDIA DI FINANZA DI ENNA SEQUESTRA IL LUSSUOSO COMPLESSO TURISTICO ALBERGHIERO REALIZZATO ATTRAVERSO UNA MAXI TRUFFA PER L’ACQUISIZIONE DI FINANZIAMENTI PUBBLICI.

Sette persone indagate e sequestro di beni per un valore 2,2 milioni di euro, sono il bilancio di un’operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria  della Guardia di Finanza di Enna nell’ambito di un’indagine relativa a una truffa aggravata volta al conseguimento illecito di finanziamenti alle imprese. I Finanzieri di Enna hanno proceduto al sequestro degli immobili di un prestigioso complesso turistico alberghiero sito in provincia di Enna. Si tratta del raffinato Resort Hotel a 4 stelle, ubicato nei pressi di Leonforte, denominato “Villa Gussio-Nicoletti”, realizzato in seno ad una elegante dimora gentilizia del XVII-XVIII sec., un tempo residenza del Barone Francesco Gussio. E’ stato accertato, al termine di indagini avviate nel 2008  e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nicosia, che la società proprietaria, attraverso un articolato sistema di frode, era riuscita a ottenere dal Ministero delle Attività Produttive un contributo pari a  3,4 milioni di euro, di cui più di 2,2 milioni già erogati, per il risanamento conservativo dell’antica villa patrizia, nonché per la sua riconversione a fini turistici oltreché per la realizzazione di un nuovo complesso alberghiero con annesse 23 camere, una sala congressi, due piscine ed un centro benessere (beauty-center).
Attraverso l’articolata attività investigativa è stato possibile individuare un centinaio di fatture per operazioni inesistenti tra imprese e professionisti riconducibili anche allo stesso Resort, nonché scoprire fittizie movimentazioni bancarie che avevano il ben preciso scopo di dimostrare agli enti erogatori la sussistenza di elevati costi di realizzazione delle opere, atti a giustificare gli investimenti previsti.
I militari, altresì, sono riusciti a dimostrare come la stragrande maggioranza degli apporti di capitale privato richiesti dalla normativa quale condizione fondamentale per l’erogazione del contributo venissero simulati ad arte attraverso un vorticoso giro di operazioni bancarie.

Tali elementi probatori raccolti dalla Polizia Tributaria hanno consentito di richiedere all’Autorità Giudiziaria di Nicosia il sequestro preventivo dei beni  immobili della società realizzati con le provvidenze agevolative fino alla concorrenza di €.2.272.690,00.
Il Tribunale di Nicosia ha applicato alla società di capitale beneficiaria del contributo la misura cautelare della sanzione interdittiva dell’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi con la conseguente revoca dei contributi già concessi.
Allo stato, sono in corso di notifica gli avvisi di conclusione delle indagini emessi dal Procuratore della Repubblica di Nicosia nei confronti degli indagati (amministratori e soci di Villa Gussio), nonché di imprenditori e professionisti compiacenti, responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e false comunicazioni sociali.
La complessa attività di polizia economico finanziaria ha richiesto, infine, l’effettuazione di nr.5 verifiche tributarie nei confronti di altrettante imprese, concluse con il recupero di redditi evasi pari a 10 milioni di euro e di IVA dovuta e non versata per oltre 3 milioni di euro.

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