LAVORO EDITORIALE A CURA DELL’AMMINISTRAZIONE SULLA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE.

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“La faccia intermedia del Leviatano” è il titolo che l’Amministrazione provinciale in collaborazione con la Presidenza del Consiglio provinciale ha voluto dare alla pubblicazione sulla questione della soppressione delle Province che sarà presentata il prossimo 12 dicembre all’auditorim del Liceo Linguistico di Enna alle ore 17.30 Il Leviatano, figura mostruosa immaginata dal filosofo Thomas Hobbes, rappresenta simbolicamente lo Stato come un grande corpo le cui membra sono i singoli cittadini. L’autorità dello Stato è pari alla porzione di libertà individuale che ognuno gli delega con la rinunzia, per vivere in pace, ad esercitare i corrispondenti diritti collegati a tale libertà. Il lavoro editoriale, ancora in corso di stampa, consiste nella raccolta coordinata di approfondimenti, interventi e commenti di esponenti delle Istituzioni regionali e locali, del mondo accademico, della dirigenza e dell’avvocatura specializzata sui disegni di legge proposti sia dal Governo regionale che dal Governo centrale. L’ipotesi di sopprimere l’ente intermedio Provincia, espungendolo dalla Costituzione, è infatti uno degli impegni che anche il nuovo Governo Monti ha assicurato all’Unione Europea nel pacchetto delle misure anti crisi. La specificità dell’ordinamento siciliano, che notoriamente non prevede nelle statuto le Province ma i Liberi Consorzi di Comuni, ha altresì galvanizzato il Presidente della Regione Siciliana Lombardo che non ha fatto mai mistero di voler applicare alla lettera lo statuto siciliano nel contesto di una riforma più complessiva di riordino delle autonomie locali. La Provincia Regionale di Enna sente più delle altre il bisogno di riflettere sulle ipotesi offerte al vaglio dei Parlamenti statale e regionale perché più piccola per dimensioni demografiche e, pertanto, più debole per resistere anche alle ipotesi meno traumatiche delle fusioni istituzionali. Per il presidente Giuseppe  Monaco “la questione merita di essere affrontata senza pregiudizi e soprattutto al netto del sentimento dell’anti-politica che ha invece animato l’approvazione urgente dei due disegni di legge. Ecco perché abbiamo promosso anche una tavola rotonda che vedrà la partecipazione non solo di addetti ai lavori ma anche di esperti della materia”. Più tecnico il parere del presidente del Consiglio Massimo Greco secondo cui “l’iniziativa editoriale mira sostanzialmente a trovare adeguate risposte a questa semplice domanda: dalla lettura dei testi del d.d.l. costituzionale approvato dal governo Berlusconi e del d.d.l. approvato dal governo Lombardo, emerge un dato dai risvolti ai limiti del paradosso. Entrambi i d.d.l. evidenziano la necessità che l’attuale sistema istituzionale non possa fare a meno di un livello intermedio. A questo punto, se non è in discussione l’esigenza di mantenere un livello istituzionale intermedio nel sistema delle autonomie locali (addirittura se ne prevede il potenziamento), quali vantaggi si avrebbero nel privare le attuali province solamente dell’autonomia politica e territoriale di cui godono e, di conseguenza, della dignità costituzionale solennemente riconosciuta dalla Carta Fondamentale (art. 5 e 114 Cost.)?”     

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