MESSAGGIO PER IL NATALE 2011 DEL VESCOVO MONS. MICHELE PENNISI

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In questo periodo di grave crisi economica e politica diversi fedeli della nostra diocesi – soprattutto agricoltori, artigiani, commercianti, operai – si sono rivolti a me per chiedere un giudizio. Qualcuno mi ha chiesto “Come si fa oggi a condividere la gioia del Natale con tutte le sofferenze e insicurezze che ci turbano, con le brutte notizie che leggiamo sui giornali e vediamo alla televisione? Con la grave crisi economica e politica, con la mancanza di lavoro per i giovani, con la povertà in aumento?” La crisi finanziaria nel nostro territorio oltre a coinvolgere qualche grande azienda, costretta a diminuire la produzione e quindi le ore lavorative a causa della diminuzione dei consumi, sta interessando tante piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto fondamentale della nostra economia. Ad acuire tale stato di cose contribuisce il rigido e farraginoso sistema di riscossione delle imposte e dei crediti degli enti previdenziali e assistenziali e degli enti locali che costringe all’insolvenza del debito, maggiorato dalle sanzioni e dagli interessi, facendo scattare il meccanismo ipotecario sui beni delle imprese indebitate ed escludendole da ogni possibile accesso al credito. Come Pastore della nostra Chiesa locale, facendo mia la dichiarazione sottoscritta recentemente dai confratelli vescovi di Siracusa, Noto e Ragusa, voglio portare all’attenzione delle istituzioni, il grave e devastante problema che attanaglia le piccole e medie imprese agricole, artigianali e commerciali – e pertanto la nostra gente, le nostre famiglie, i nostri lavoratori, il futuro dei nostri giovani – a causa dell’esposizione debitoria nei confronti degli istituti previdenziali e di riscossione .In questo periodo natalizio – come negli anni passati – sto visitando oltre che le carceri, gli ospedali, le scuole anche le officine, i laboratori e le aziende e incontrando operai, artigiani, piccoli imprenditori e coltivatori diretti .Questi ultimi sono preoccupati dalla filiera lunga che comporta un’enorme differenza fra il valore dei prodotti agricoli sugli alberi o nelle serre e quello della stessa merce nei grandi supermercati . Tutto questo spesso costringe a ritmi di lavoro disumani, mina la serenità e l’unità delle famiglie e le rende irreversibilmente povere.

Come Gesù, venuto a Natale a condividere le speranze e le angosce della nostra gente voglio annunziare il Vangelo della presenza liberatrice di Dio nella storia degli uomini che chiede di “fare” la verità, di servire il bene, di promuovere la dignità della persona, la redenzione del lavoro, di tutelare l’inviolabilità del sacrario della famiglia che è la casa. La salvezza cristiana riguarda l’uomo intero e feconda già, anche se non ancora definitivamente, la sua storia e il suo mondo. La città degli uomini raggiunta dall’annuncio del bambino Gesù , la cui nascita realizza la gloria di Dio e la pace fra gli uomini, deve ritrovare la sua armonia: la solidarietà deve prevalere sul tornaconto, la giustizia sull’illegalità; il lavoro deve essere riscattato dallo sfruttamento, la dignità del lavoratore riconosciuta e tutelata; la convivenza civile deve essere affrancata dalla disperazione. Per questo motivo faccio appello ai rappresentanti eletti dal popolo ad ogni livello di ogni schieramento politico e al nuovo Governo di tecnici perché favoriscano lo sviluppo economico dei nostri territori attraverso infrastrutture viarie adeguate, aiuti concreti e immediati alle nostre popolazioni, leggi che cambino le norme che regolano la riscossione . In Natale prossimo deve dare l’ opportunità di attenzione alla concreta vita della gente in vista del bene comune con una particolare attenzione alle fasce più deboli ed esposte alle intemperie di una società sempre più complessa e sottoposta alle macchinazioni di poteri occulti e voraci. Per quanto riguarda l’aiuto nell’ambito delle attività promosse dalla Caritas diocesana e dalle parrocchie sono stati avviati vari progetti tra i quali il Banco alimentare, il Prestito della Speranza, il Microcredito, il progetto Povertà, il Progetto Policoro , che hanno però bisogno di volontari che dedichino il loro tempo e le loro competenza alla realizzazione di questi progetti.

Il Natale , che è il segno concreto dell’ amore di Dio per ciascuno di noi , ci da la gioia che ci permette di voler bene a noi stessi, al nostro destino concreto di uomini e donne immersi in una realtà spesso contraddittoria e al destino del nostro prossimo.  Il proverbio popolare”aiutati che Dio ti aiuta” traduce l’espressione di S. Agostino”Chi ti ha creato senza di te non ti salverà senza di te”. È necessario che ognuno sappia assumersi le proprie responsabilità. Dalla crisi si esce solo insieme ristabilendo la fiducia vicendevole e collaborando tutti in riferimento alla costruzione del bene comune.

+  Michele Pennisi

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