“RAVE PARTY IN UN CAPANNONE SITO IN UNA CONTRADA A CONFINE FRA PIAZZA ARMERINA ED ENNA; DENUNCIATI QUATTRO GIOVANI”

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Nelle settimane scorse, gli uomini della squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Giovanni Cuciti – unitamente agli uomini del Commissariato di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti –  hanno denunciato, in stato di di libertà, quattro giovani ennesi, M.M., classe 1982, M.M., classe 1990, M.B., classe 1991, M.I., classe 1986, per avere organizzato una serata danzante aperta al pubblico,  all’interno di un capannone industriale, senza avere fatto verificare la struttura dalla compente Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, prodromica alla richiesta della prescritta licenza di pubblica sicurezza. Quest’ultimo M.I, è stato altresì deferito anche anche per i reati previsti dagli artt. 341 e 322 c.p.,  aver più volte ingiuriato e minacciato i poliziotti, proferendo ripetutamente, frasi di minaccia ed altresì, istigandoli alla corruzione.
Infatti, i giovani sopra citati, facenti capo a due gruppi organizzativi, nella serata in argomento, organizzavano uno spettacolo musicale-danzante, presso un fabbricato industriale, senza la prescritta agibilità per locale di pubblico spettacolo.
In particolare, nella serata in argomento, nel corso di predisposti servizi di controllo del territorio e verifiche amministrative, i poliziotti dei due uffici operanti, si recavano in una c.da a confine fra i territori di Piazza Armerina e di Enna, per procedere al controllo amministrativo di uno stabile, a quanto pare, abusivamente adibito a sala da musica-da ballo.
Nello specifico, gli operatori, già in lontananza dal capannone, udivano della musica ad alto volume, notando, nello spazio antistante il fabbricato, diversi veicoli di giovani, parcati. Nella circostanza, si appurava che la musica proveniva da un capannone, fabbricato presso cui erano stati allestiti due ambienti, ospitanti, come accerteranno successivamente gli operanti, in due distinti spettacoli musicali-danzanti. All’interno delle due zone, all’atto del controllo vi erano dei giovani intenti ad ascoltare la musica ad alto volume, ed erano stati allestiti artigianalmente dei banconi, per la mescita di bevande alcoliche e non.
Alla contestazione verbale da parte degli operatori che la serata danzante era stata pubblicizzata, ed avevano i caratteri di spettacoli pubblici, ed era quindi necessario munirsi della prescritta licenza di Pubblica Sicurezza e dell’agibilità per locale di pubblico spettacolo, nonché delle necessarie autorizzazioni per la somministrazione, gli organizzatori riferivano trattarsi di feste private.
Tuttavia, la pubblicizzazione dell’evento, le informazioni fornite da alcuni avventori, assunte dagli operatori sul posto, nonché i successivi accertamenti, mettevano in luce che si trattasse di uno spettacolo pubblico, e non di una festa privata. In particolare, si evidenziavano, l’organizzazione non privata, che prevedeva il coinvolgimento di diverse persone, gl’impianti sonori allestiti, la somministrazione di alimenti e bevande, la presenza di numerose persone senza alcun apparente rapporto con gli organizzatori, l’accesso indiscriminato.
Inoltre, durante le fasi dell’identificazione del M. I., lo stesso, in evidente stato ebbrezza molesta, più volte ingiuriava, minacciava, ed istigava alla corruzione alcuni fra i poliziotti intervenuti, proferendo ripetutamente, frasi gravemente lesive delle funzioni degli operanti.
Le positive risultanze sui fatti sopra descritti, raccolte dagli investigatori armerini, venivano rassegnate alla procura della repubblica presso il Tribunale di Enna, deferendo i quattro giovani per il reato di cui all’art.110 cp e art. 80 TULPS in relazione all’art.17 TULPS., per avere organizzato in concorso una serata danzante aperta al pubblico, all’interno di un capannone industriale, senza avere fatto preventivamente verificare la struttura dalla compente Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo. Inoltre, il M.I, con precedenti di polizia specifici, veniva deferito per gli ulteriori reati di i reati previsti dagl’art. 341 c.p. (oltraggio a Pubblico Ufficiale), e 322 c.p. (istigazione alla corruzione di un Pubblico Ufficiale per compiere un atto contrario ai doveri d’Ufficio).

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