CAMERA DI COMMERCIO IMPRESE: SALDO 2011 NEGATIVO (- 37) CROLLO DELLE COMMESSE, DELL’OCCUPAZIONE E DEI CONSUMI.

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Con meno 37 imprese si chiude negativamente nel 2011 il Registro imprese nella provincia di Enna. Dopo un 2010 che aveva fatto registrare una lieve crescita di più 43 imprese,  il 2011 si chiude con un risultato negativo di meno 37. Sono stati infatti 1.003 le nuove imprese che nel 2011 si sono iscritte ed hanno avviato un’attività imprenditoriale nella nostra provincia a fronte di 1.040 che hanno deciso di chiudere l’attività, a cui si aggiungono le chiusure d’ufficio per 79 imprese, portando il totale a 1.119. Complessivamente nel 2012 sono  15.882 le iscritte al registro Imprese. Il settore più consistente rimane quello dell’agricoltura con 5.623 imprese iscritte pari al 35,40% sul totale delle imprese; segue il settore del commercio con 3.535 pari al 22,25%; l’artigianato con 3.481 pari al 21,91%.
Il settore delle costruzioni con 1.771 pari al 11,15% del totale delle imprese, anche per il 2011 si conferma un settore importante per l’economia provinciale.

Dall’analisi delle dinamiche interne  nel saldo sulla nati-mortalità nei diversi settori si evidenzia una perdita di imprese nel settore dell’agricoltura con meno 142, del commercio con meno 117, delle costruzione con meno 69, dell’artigianato con meno 4.
L’unico settore in aumento, degno di attenzione, con più 24 le Attività di servizio di alloggio e ristorazione

Analizzando la natura giuridica delle imprese si evidenzia un aumento delle società di capitali con più 86 e delle società di persone con più 23, mentre si registra una perdita di 235 imprese individuali.

NATURA GIURIDICA DELLE IMPRESE

Società di capitali n.  1.544 pari al 9,72%
Società di persone n. 1.257 pari al 7,91%
Imprese individuali n. 12.138 pari al 76,42%
Altre forme (Cooperative, Consorzi, ecc) n. 943 pari a 5,93%

I settori che registrano le maggiori cancellazioni nel 2011:

•    Agricoltura   n. 391
•    Commercio  n. 276
•    Costruzioni  n. 129

Il dato in sè di chiusura dell’anno 2011 in termini numerici è sostanzialmente stabile, si conferma, la tenuta del sistema imprenditoriale ennese ma che risulta fortemente indebolito per la pesantissima crisi in atto.

Un anno difficile Il 2011, fortemente caratterizzato dal crollo delle commesse, dovuto soprattutto all’assenza di lavori ed investimenti pubblici nel settore dell’edilizia e più complessivamente nel settore manifatturiero con la conseguente caduta dell’occupazione e dei consumi sia nella piccola che anche nella grande distribuzione.

I tempi della ripresa nella nostra realtà appaiono sempre lontani, sia in termini di ripresa dei consumi ma soprattutto in termini occupazionali. Centinaia di piccole imprese sono state costrette, se non a chiudere l’attività, a licenziare le maestranze con una perdita notevole sia in termini occupazionali ma anche in termine di professionalità e competenze.

I dati sul reddito pro capite  previsto per la provincia di Enna nel 2012 che sarà di Euro 13.823, parlano da soli.
Il reddito pro capite degli ennesi  sarà pari al 59,4% della media Nazionale di euro 23.280, nonché al 39,72% del reddito pro capite di Milano che sarà di  35.797 euro; una differenza netta fra Enna e Milano di 22.000 euro in meno  a persona.

Occorrono azioni di sostegno  all’economia ed alle imprese con interventi concreti. Occore intensificare gli sforzi per non far mancare il credito a chi investe, produce e crea occupazione e occorre  attuare con scrupolo tutte quelle azioni di sostegno alla piccola impresa, senza la quale non c’è made in Italy, non c’è occupazione, non c’è sviluppo. Le piccole e medie imprese che rappresentano la quasi totalità delle imprese della provincia di Enna, sono il serbatoio occupazionale; difenderle e sostenerle significa difendere posti di lavoro e porre le basi per nuove opportunità di sviluppo e lavoro.

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