LA CIA DI ENNA E LA MOBILITAZIONE DEL SETTORE AGROZOOTECNICO

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Stato di mobilitazione, con iniziative sul territorio, non esclusa una manifestazione di carattere provinciale, un fermo invito per un impegno unitario con le altre Organizzazioni agricole per azioni comuni, proprio per un maggior sostegno ai produttori. Queste le decisioni cui è giunta la Direzione Provinciale della CIA – Confederazione Italiana Agricoltori di Enna (che ha approvato all’unanimità la relazione del presidente Francesco Salamone) davanti alla profonda crisi che sta vivendo l’agricoltura ennese. Per tutti i settori è, infatti, “allarme rosso”. I prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera e i costi produttivi e contributivi hanno toccato livelli non più sostenibili.
“Si concedano le piazze e si consenta la ripresa delle attività produttive e della ordinata convivenza civile. Si organizzino presidi composti e civili e si vietino i blocchi stradali. Basta con il caos. Il diritto di manifestare deve essere accompagnato dal diritto a lavorare ed a garantire i servizi e le attività civili”. A dichiararlo è Francesco Salamone, Presidente provinciale della CIA di Enna.
“I sindaci e le prefetture concedano uno spazio adeguato e vigilato per l’esercizio della libertà a manifestare, ma allo stesso tempo non si metta in ginocchio l’economia. “
“I danni per l’agricoltura sono diventati insostenibili.  Le pecore devono essere comunque munte ed il latte si sta buttando, gli ortaggi, gli agrumi tutti i prodotti deperibili si stanno perdendo. Gli operai agricoli sono senza salario da una settimana. Per tutta questa settimana vi è stato anche un sentimento di solidarietà ed una sorta di patto tacito con le manifestazioni popolari perché a tutti noi è presente il dramma sociale che colpisce la Sicilia. Ma adesso si va verso il baratro.
Si metta in moto la politica, il cui silenzio è divenuto assordante”

Davanti ad una Pac i cui interventi si vanno sempre più assottigliando e ad un contesto internazionale difficile, non si è promossa una strategia capace di ridare vigore alle imprese agricole. Continua a mancare una vera politica per l’agricoltura, Le imprese agricole mostrano una strutturale difficoltà a recuperare margini di efficienza ed a produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione ed agli investimenti. Pesano ed aggravano questa situazione, da un lato, l’aumento del costo del denaro e le difficoltà di accesso al credito che penalizzano maggiormente le imprese, dall’altro, le anomalie ed il malfunzionamento del mercato, un rapporto di filiera frammentato e, in molti casi, inesistente, e un’interprofessione che non riesce a decollare.
La Direzione Provinciale della Cia ribadisce che nell’applicazione dei Piani di sviluppo rurale si continuano a registrare, da parte della Regione, notevoli ritardi ed evidenti squilibri a danno dell’agricoltura, La Direzione della Cia ha già avviato una serie di assemblee intercomunali, che troveranno una prima tappa nella giornata di martedì 31 Gennaio prossimo alle ore 10.00 presso il Comune di Agira, giornata durante la quale nell’aula consiliare verranno rese pubbliche le ragioni della protesta

Appare, infine, sostiene il Presidente Francesco Salamone, sempre più necessario un impegno unitario del mondo agricolo, superando inutili divisioni e contrapposizioni e sviluppando iniziative comuni proprio per rendere più forte l’azione a sostegno dei produttori.
Proprio per queste ragioni la CIA chiede ai rappresentanti politici di qualsiasi livello della realtà provinciale che non rinuncino al ruolo determinante di rappresentanti qualificati e riconosciuti delle molteplici istanze che emergono dalla parte attiva e produttiva del territorio ennese e assicurino la propria presenza alle iniziative di protesta e di proposta nell’esclusivo interesse della Categoria e oltre ogni forma di barriera legata ad appartenenze ideologiche o a schieramenti di partito.

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