LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SI RIVOLGONO AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA CONTO LA REGIONE.

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Martedì giornata intensa per le associazioni Casartigiani,, CGIL, CIA, CNA, Confcommercio, Confcooperative, Legacoop che, come preannunciato nei giorni scorsi in una conferenza stampa tenuta presso la Camera di Commercio di Enna, hanno incontrato in mattinata il Procuratore della Repubblica di Enna dott. Calogero  Ferrotti e nel pomeriggio il Prefetto d.ssa Clara Minerva. Le stesse associazioni, già da tempo avevano denunciato all’opinione pubblica, l’ostruzionismo operato dall’assessore regionale alle Attività Produttive Marco Venturi, che con il suo comportamento, non ha consentito la trasmissione alla Presidenza della Regione di tutta la documentazione necessaria per far emettere il Decreto di nomina del Consiglio Camerale e di fatto ha paralizzato l’attività della Camera di Commercio di Enna, impedendo il legittimo insediamento dei rappresentanti designati.
I rappresentanti delle associazioni nell’incontro con il Procuratore e il Prefetto, hanno esposto in maniera precisa e dettagliata i fatti che si sono consumati negli ultimi sette mesi che sono stati scanditi nella prima fase da una serie di atti e documenti trasmessi dalle stesse alla Regione Siciliana, così come prevede la legge, che sono serviti per perfezionare l’iter che avrebbe dovuto portare all’insediamento del Consiglio Camerale già nel mese di ottobre.
Completato l’iter, dopo minuziosi e dettagliati controlli operati dai funzionari dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive e della Camera di Commercio di Enna, che hanno confermato la correttezza delle procedure e il riconoscimento dei requisiti in capo ai soggetti designati, invece della emanazione del decreto, è seguito il silenzio più assoluto, senza alcuna giustificazione.
Dopo di ché le associazioni hanno fatto pervenire alla Regione richieste di chiarimento, solleciti, lettere, fax, sono intervenuti parlamentari regionali, non della provincia di Enna, ma che hanno ugualmente presentato una specifica interrogazione al Parlamento Regionale sulla vicenda di Enna, è stata trasmessa anche una diffida da parte dei legali delle associazioni, ma ciò nonostante l’Assessore Venturi non ha provveduto a far trasmettere i documenti alla Presidenza della Regione, non consentendo così l’emanzione del dovuto decreto.
Un’ultima interlocuzione da parte della Regione, pervenuta appena un giorno prima dell’incontro con il Procuratore, quasi contemporaneamente alla dichiarazione dello stesso Assessore che annunciava la nomina di una Commissario, metteva a conoscenza delle imprese che l’Assessorato, ben 12 giorni prima aveva comunicato alla Presidenza di essere in possesso dei documenti relativi a 16 designazioni su 22, pertanto un numero sufficiente per insediare il Consiglio Camerale, e che li avrebbe successivamente inviati.   
Questi in sintesi i fatti che sono stati prima comunicati nell’incontro con il Procuratore e poi presentati nell’esposto sottoscritto da tutte le associazioni ad esclusione della Legacoop, il cui rappresentante era impedito all’atto della firma.
Durante l’incontro con il Procuratore e con il Prefetto i rappresentanti delle associazioni hanno avuto modo di esporre tutta la loro preoccupazione per la portata di questi eventi, che in un momento come questo, in cui in tutti i modi si cerca di diffondere e far valer il senso di giustizia, i principi di legalità e trasparenza, possono minare la fiducia nelle istituzioni e la credibilità dei soggetti che le rappresentano.
Nel proprio intervento la rappresentante della CGIL Rita Magnano ha sottolineato inoltre  che la sua presenza a fianco dei rappresentanti del mondo datoriale è una decisione che appartiene alla propria organizzazione, che non coinvolge e non impegna gli altri sindacati e che ha un significato che esula dalla vicenda della nomina unitaria del rappresentante del mondo sindacale nel Consiglio Camerale.
La presenza della CGIL – ha dichiarato Rita Magnano – è un segno di netta opposizione e di contrasto nei confronti di chi vuole, in maniera indistinta e generica, criminalizzare un intero territorio, pregiudicando le residue speranze di riscatto di imprenditori e lavoratori che quotidianamente si battono per la propria sopravvivenza nel rispetto dei principi di trasparenza e legalità.
Sia il Procuratore della Repubblica che il Prefetto, ascoltati i fatti, hanno garantito il loro impegno affinchè questa vicenda possa essere nel più breve tempo chiarita nei suoi vari aspetti e responsabilità.

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