IL CONSIGLIERE GIUSEPPE REGALBUTO SU DIGA OLIVO

Barrafranca. Qual è lo stato di salute della Diga Olivo e quali gli interventi e le prospettive per la prossima campagna irrigua? Con questa domanda il consigliere provinciale Giuseppe Regalbuto vuole lanciare un caloroso appello al prefetto di Enna, agli provinciali e dei vari comuni delle due province interessate a fare voce comune per garantire il sacro santo diritto al lavoro della categoria agricoltori. Se da un lato le piogge di questi giorni potrebbero continuare a riempire l’invaso dall’altro non deve mai sottodimensionato l’impegno sulla diga Olivo da parte degli organismi preposti come ad esempio enti locali e regionali dovrebbero lavorare in sinergia per programmare la stagione irrigua.
Il problema trentennale della diga Olivo potrebbe riproporsi come ogni anno in primavera e l’intervento del consigliere provinciale mira a questo visto che vi sono vari soggetti e commissioni che si dedicano a determinati problemi. “ Gli organismi – afferma Regalbuto – come l’osservatorio comunale, provinciale, il consorzio di bonifica, il dipartimento regionale per le acque e rifiuti dovrebbero riferire ai cittadini quale siano gli interventi da attuare in futuro?”.
Il problema molte volte viene discusso dagli agricoltori come ad esempio nella sala consiliare di Barrafranca dove attualmente vi è un presidio ad oltranza da parte del movimento dei “Forconi” e “Forza D’Urto”. E’ un problema trentennale e dove in questi ultimi anni le risorse idriche sono state scarse.
“ Naturalmente molti denunciano  – continua Regalbuto – come vi sia stata una cattiva gestione della distribuzione di acqua dell’invaso Olivo e che quindi vi sia responsabilità di enti che hanno penalizzato enormemente gli agricoltori. Non vorremmo trovarci come negli ultimi anni al livello minimo stagionale con il problema della distribuzione irrigua”. L’agricoltura in questo territorio se florida produrrebbe profitti esorbitanti con un giro di circa otto milioni di euro. Una crisi idrica che negli anni passati ha rimarcato una certa contraddizione se si pensa che la provincia ennese è denominata “la provincia dei laghi” con sette dighe con una capacità di accumulo complessivo di 350 milioni di metri cubi d’acqua pari al 35% dell’intera acqua invasabile nelle dighe siciliane. La massima capienza della diga è di 8,5 milioni di metri cubi mai raggiunta. I 600 ettari coltivati riguardano quelle arboree (150 ettari) e la maggior parte colture ortive (450 ettari). La galleria Jaculia, è il tratto ancora incompleto di cui mancano soltanto tre chilometri, di cui si servirebbe l’invaso e che se completato con l’acqua che arriverebbe dai torrenti “Scioltabino” e “Serieri” risolverebbe il problema dell’emergenza sorto negli ultimi anni. Ma ancora questo non è stato risolto.

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