MAFIA: DURO COLPO INFERTO A COSA NOSTRA. LA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA DI CALTANISSETTA, CONFISCA BENI IMMOBILI PER UN VALORE DI 1,5 MILIONI DI EURO CIRCA.

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Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta, ha proceduto all’esecuzione di un decreto di sequestro e confisca emesso, ai sensi dell’art.12 sexies del D.L. nr.306/1992, dalla Sezione Penale del Tribunale di Caltanissetta a seguito di mirate indagini patrimoniali coordinate dal Procuratore della Repubblica di Caltanissetta Dr. Sergio LARI, il Procuratore Aggiunto Dr. Domenico GOZZO ed il Sostituto Procuratore Dr. Gabriele PACI e svolte dal personale della DIA di Caltanissetta nei confronti di MARTORANA Salvatore, 86enne originario di Casteldaccia (PA), ma residente a Vittoria (RG), condannato definitivamente a sei anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa, essendo stabilmente inserito nel circuito relazionale deputato alla veicolazione dei messaggi epistolari (c.d. pizzini) riconducibili all’indiscusso capo di cosa nostra, PROVENZANO Bernardo, all’epoca ancora latitante.
Oggetto del provvedimento sono 4 appartamenti e 4 autorimesse, tutti siti in Vittoria (RG), dal valore complessivo di oltre 1,5 milioni di Euro.
I complessi accertamenti economico-patrimoniali, svolti sotto il coordinamento del Capo Centro, Col. Gaetano SCILLIA e l’abile attuazione del Ten. Col. Emanuele LICARI, hanno permesso di evidenziare la netta sproporzione fra il patrimonio immobiliare individuato e le disponibilità economico-finanziarie, evolutesi dal 1986 al 1989, non solo della moglie del MARTORANA, ma anche delle due figlie, all’epoca ancora conviventi.
Le stesse, in tale periodo, hanno incrementato il loro patrimonio pur non avendo percepito alcun reddito.
Le risultanze degli accertamenti hanno consentito quindi di ritenere quegli incrementi patrimoniali effettuati con disponibilità economiche occulte di pertinenza del MARTORANA, al quale deve conseguentemente ricondursi l’effettiva disponibilità di quei beni.
Si evidenzia come l’art.12 sexies preveda l’ipotesi di confisca obbligatoria nei casi di condanna (ovvero di patteggiamento) del soggetto, per taluno dei reati presupposto, tassativamente indicati dalla norma, tra cui rientrano, appunto, anche l’associazione di tipo mafioso e i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p..
Una parte dei beni non ha costituito oggetto di confisca in quanto coerente con i redditi dichiarati.
La figura del MARTORANA era emersa con forza nel contesto delle attività investigative effettuate dalle forze di polizia per la cattura del latitante PROVENZANO. In particolare, attraverso il monitoraggio dei movimenti effettuati sull’intero territorio siciliano da parte degli esponenti della famiglia FERRO di Canicattì (nucleo familiare di radicata e comprovata “fede” mafiosa nei riguardi del capo di cosa nostra), gli investigatori avevano appurato come il MARTORANA non fosse altro che il terminale, nel territorio ragusano, della messaggistica occulta dello stesso PROVENZANO. Veniva inoltre accertato giudizialmente che il MARTORANA, in numerosissime occasioni,  aveva messo a disposizione le aziende agricole da lui possedute in quei territori, al fine di permettere lo svolgimento di incontri tra personaggi di spicco del panorama mafioso siciliano.
L’assenza a suo carico, all’epoca, di particolari precedenti penali costituiva infatti sicuro riferimento per l’organizzazione mafiosa, in grado di non attirare le attenzioni investigative da parte di organi specializzati nella lotta al crimine organizzato.

In particolare sono state sottoposte a sequestro i seguenti beni immobili:
?    Nr. 4 appartamenti siti in Vittoria;

?    Nr. 4 Autorimesse site in Vittoria.

Si coglie, infine, l’occasione per riportare i dati relativi ai risultati conseguiti dal Centro Operativo DIA di Caltanissetta nel delicato settore del contrasto ai capitali illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata, nel periodo 2005 – 2011:
Sequestri:            43.600.000,00 Euro;
Confische:            298.900.000,00 Euro.

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