CONTINUNA L’IMPEGNO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER RENDERE SEMPRE PIÙ ACCOGLIENTE E FUNZIOALE IL TEATRO COMUNALE GARIBALDI.

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Il Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana, con il decreto DDG 520/2012 ha sancito il finanziamento del progetto di manutenzione e allestimento dell’edificio per 170 mila euro. Il progetto è uno degli otto progetti inseriti dal Comune di Piazza Armerina sul totale di 23 che costituiscono il Parco progetti del PIST, il Piano Integrato di Sviluppo territoriale della provincia di Enna. Il progetto ha avuto una buona valutazione nell’ambito del Bando dedicato alla Linea d’intervento 3.1.4.1 “Infrastrutture culturali, miglioramento della qualità della vita e e valorizzazione delle identità locali” che mette a disposizione 8 milioni di euro complessivi e si è classificato al sesto posto. Il Decreto è già stato registrato dalla Corte dei Conti il 23 aprile scorso A dieci anni dagli ultimi interventi che hanno riguardato la platea, si rendono necessari alcuni interventi volti a restituire un adeguato livello di comfort alla sala e ad adeguare i locali alla normativa vigente attraverso interventi di manutenzione straordinaria.
L’intervento prevede il restauo di stucchi e intonaci ammalorati, la sistemazione dei camerini, interventi per l’adeguamento degli impianti e, in particolare, la sostituzione e l’adeguamento dei corpi radianti dell’impianto di riscaldamento; la sostituzione degli infissi dei tre ingressi principali con l’eliminazione delle serrande installate negli anni sessanta.

Il teatro comunale “Garibaldi”, di matrice ottocentesca su struttura preesistente risalente al XVIII sec., è il secondo teatro pubblico più antico in Sicilia e costituisce un tipico esempio di “teatro all’italiana”, con una platea capace di ospitare 119 posti a sedere, tre ordini di palchi e un loggione, per un totale di 320 posti.
L’immobile nei secoli è stato più volte ricostruito e arricchito. In particolare il soffitto fu dipinto dal pittore Giuseppe Paladino all’inizio del ‘900 in occasione della costruzione dell’ingresso, del ridotto e dell’attuale prospetto. Il precedente, infatti, caratterizzato da un portico, era stato abbattuto dal crollo del muro di cinta trecentesco della citta’ al quale il teatro e’ addossato.
Il prospetto presenta i volti in bassorilievo di Alfieri, Bellini, Goldoni e Verdi due statue che rappresentano l’arte drammatica e l`arte musicale. Le sculture in pietra di Ragusa sono opera di Pasquale Massa.
La platea è dedicata a Antonio il Verso, musicista rinascimentale piazzese, autore di musiche che ancora oggi appartengono al repertorio di numerosi gruppi europei.

Riportato al suo originale splendore con una serie di restauri nel corso degli ultimi anni, consentendone la riapertura e l’agibilità, il teatro è aperto alle visite di viaggiatori e turisti ed attualmente ospita rassegne teatrali, di musica jazz e classica, iniziative culturali e anche proiezioni cinematografiche, in un elegante contesto neoclassico.
Il teatro è inserito nel SiMPA Sistema Museale di Piazza Armerina, e, dai prossimi mesi, sarà aperto al pubblico per le visite turistiche, con il pagamento del biglietto che verrà istituito per il sistema museale.

“Esprimo la mia piena soddisfazione – ha commentato il sindaco Fausto Carmelo Nigrelli – per questo ennesimo finanziamento frutto dell’azione progettuale dell’Ufficio tecnico sotto le direttive dell’assessore Tanino Guccio – poiché l’intervento innalzerà la qualità, già alta, del nostro splendido teatro. Anche questo gioiello dell’architettura teatrale diventa, da ora, con l’inserimento nel SiMPA, un elemento di attrazione turistica, anzi, il primo, dal momento che, demolendo nei prossimi mesi il cinema Ariston, quell’area diventerà la sede temporanea del parcheggio per i pullman turistici.”

“Ancora più importante è il fatto che il progetto è inserito all’interno del PIST, tra gli otto del nostro Comune di cui più della metà finanziato, due in bilico per ottenere il finanziamento e solo uno scartati. Non è difficile definire questo risultato più che straordinario.”

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