COMUNE DI ENNA: LA TERZA COMMISSIONE CONSILIARE SUL PROBLEMA RANDAGISMO

Si torna a parlare di randagismo tra gli amministratori della nostra città. A discuterne è stata la terza commissione consiliare presieduta dal presidente Falciglia nella seduta che si è tenuta lunedì 17 settembre richiesta dal consigliere Falzone, il quale sollecitato dai cittadini e dagli ultimi avvenimenti ha voluto conoscere cosa stesse facendo l’amministrazione. Presenti l’assessore Savarese ed il Comandante dei vigili urbani Dott. Campisi. Una  seduta dai toni pacati nella quale diversi consiglieri presenti pur non mettendo in dubbio l’impegno dell’amministrazione per la risoluzione del problema hanno di fatto voluto conoscere cosa non permettesse una soluzione definitiva. Ad alzare i toni della discussione ed a mettere fortemente in dubbio l’azione amministrativa è stato invece il consigliere Scillia. Di seguito l’oggetto delle sue contestazioni.
“Le ragioni che non permettono di affrontare e risolvere compiutamente il problema randagismo a Enna possono essere solamente due: la incapacità gestionale degli uffici e dell’Assessore competente che evidentemente non hanno le risorse culturali sufficienti per affrontare il problema; ovvero, gli interessi personali e/o partitocratici che a tutti i costi vanno tutelati.
Per quanto mi è dato sapere, non credo che i soggetti coinvolti siano privi delle necessarie conoscenze. Se non altro perché di canile comunale, sterilizzazione e microcippatura che rappresentano il cuore della problematica randagismo si parla da almeno quindici anni ed anche questa amministrazione ha già affrontato ogni questione nelle opportune sedi. Si sono consumate commissioni su commissioni, si è proceduto alla analisi specifica di ogni singolo aspetto: economico, progettuale e gestionale. Pur tuttavia, ancora oggi nulla e dico nulla è stato fatto. Ma ciò che è più grave e che l’amministrazione non è neppure in grado di riferire su quali tra i tanti progetti analizzati nel tempo ha deciso di determinarsi  ed in quanto tempo e attraverso quali strumenti ogni aspetto troverà soluzione. Con riferimento poi alla realizzazione del canile comunale che rappresenta la questione principale di tutta la problematica non fosse altro per le risorse economiche che impegna, già due anni fa l’Assessore competente ebbe a dichiarare “siamo nella fase di reperimento delle risorse” ebbene l’amministrazione paradossalmente oggi non sa invece cosa vuole fare. Vuole realizzare un canile? Ritiene che sia meglio affidare il servizio a terzi? E la sterilizzazione dei randagi? La microcippatura degli stessi? Paradosso dei paradossi, l’amministrazione non ha nessuna risposta.
Dopo due anni e mezzo di amministrazione che si aggiungono ai cinque precedenti in cui la governance cittadina apparteneva alla stessa forza politica si continua ancora a brancolare nel buio inseguendo le urgenze quotidiane senza mai programmare e progettare il futuro.
Purtroppo, questo modo di amministrare la cosa pubblica non concerne solamente il problema randagismo, nei confronti del quale oggi si accendono i riflettori per ovvie ragioni, ma ogni aspetto della nostra città. Il peggio è che tutto ciò  è figlio di un preciso disegno politico, per queste ragioni come ho già avuto modo di affermare in passato ritengo che l’unica soluzione veramente perseguibile è quella di votare la sfiducia al Sindaco e restituire ai cittadini la città e la possibilità di una alternativa.

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