Mondoperaio: riflessioni sui risultati elettorali con Massimo Greco ed Enrico Vetri

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Ancora una volta l’associazione “Mondoperaio” dà prova di elevata dinamicità ed effervescenza politica e culturale trasformando la sede di via Reepentite in tribuna politica. Dopo l’incontro della scorsa settimana con i segretari provinciali delle principali organizzazioni sindacali, giorno 30 Ottobre è stata la volta di due rappresentanti istituzionali, il Presidente del Consiglio Provinciale, Massimo Greco e il Presidente del Consiglio Comunale di Enna, Enrico Vetri.
Una nuova occasione per un costruttivo scambio di opinioni e riflessioni alla luce delle recenti elezioni regionali. Modera i lavori la giornalista, Pierelisa Rizzo che invita i presidenti a dare una lettura dei risultati elettorali sia nelle vesti di rappresentati istituzionali che in quelle di esponenti politici. Enrico Vetri esprime elevata soddisfazione per una vittoria storica che dopo quindici anni ha consentito al centrosinistra di conquistare l’assemblea regionale. “Credo che nonostante Crocetta non possa godere di un ampia maggioranza, afferma Vetri, sarà possibile e stimolante trovare consensi tra le diverse forze politiche per affrontare le problematiche più urgenti di cui soffre la nostra Regione. Crocetta sarà chiamato a dare sfoggio delle sue competenze per far fronte ai gravissimi problemi finanziari che ereditiamo dal governo Lombardo”. Vetri sottolinea le numerose lacune del precedente governo e le innumerevoli esigenze di enormi sacche di lavoratori che vivono ormai da anni nell’incertezza aspettando invano i famigerati rinnovi contrattuali o stipendi come nel caso dei precari delle pubbliche amministrazioni, i forestali o i lavoratori della formazione professionale. “La rilevanza dei temi, aggiunge Vetri, impone a tutte le forze politiche una maggiore apertura al dialogo per supportare  il governo nella sua azione riformatrice.” Il Presidente del Consiglio Provinciale Massimo Greco attribuisce la sconfitta del centrodestra ad una scarsa capacità di recepire il cambiamento. “Tra i cittadini, secondo Greco, si respira una diffusa insofferenza che ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia nei confronti dei grandi partiti. E’ necessario sviluppare capacità di autocritica per individuare gli errori commessi e recuperare al più presto la stima degli elettori”. Gli ottimi risultati del “Movimento 5 stelle”, secondo Greco, confermano la necessità di revisionare i modelli politici adottati fino ad ora ed adeguarsi immediatamente alla sfida al cambiamento che è in corso. Dopo tali analisi, Pierelisa Rizzo, invita i presidenti ad un’interpretazione in chiave nazionale dei risultati del fenomeno Grillo. Interviene il presidente di “Mondoperaio”, Salvatore Laterra che, premettendo di sentirsi notevolmente soddisfatto per la vittoria in provincia di Enna di due candidati di provenienza riformista, evidenzia la chiara volontà degli elettori di spazzare via la vecchia deputazione regionale. Un fenomeno che, secondo Laterra, avrà un’onda lunga che si ripercuoterà anche a livello nazionale. Non a caso Casini parla già di terza Repubblica paventando un ribaltamento degli attuali equilibri politici a favore dei movimenti come quello di Grillo che riescono a catalizzare il cambiamento. “La politica dovrebbe individuare il modo per farsi carico delle problematiche percepite dai cittadini ma già dalle prime dichiarazioni rilasciate dai vari esponenti politici che non perdono tempo a scaricare le responsabilità della sconfitta a terzi, sembra che il messaggio di stanchezza lanciato dagli elettori non sia stato ben compreso”. Enrico Vetri ribatte affermando che è necessario prestare attenzione a tali fenomeni, ma i movimenti come quello di Grillo, privi di programmi non possono sostituirsi ai partiti politici. “Coloro che adesso protestano dovranno anche dimostrare di saper occupare ruoli di responsabilità”.  Greco ribadisce che per poter governare è necessario possedere competenze ed esperienza di cui sono privi gli eletti del Movimento 5 stelle. “Lo spettacolo indecoroso di malapolitica a cui assistiamo quotidianamente, aggiunge Greco, amplificato dall’azione divulgativa dei media, hanno provocato un repentino distaccamento dei cittadini dalla vita politica del paese e una diffusa sfiducia nella classe politica attuale favorendo l’astensionismo dal voto a cui abbiamo assistito Domenica, ed un crollo dei consensi nei confronti del centrodestra. La crisi del Berlusconismo ha portato allo spappolamento del popolo dei moderati che adesso avvertono un enorme bisogno di una leadership, un nuovo federatore che riesca a riunire le forze moderate”. A conclusione del dibattito gli ospiti vengono invitati a focalizzare la riflessione sulle possibili ripercussioni in ambito locale dei progetti di riordino delle Province programmato su scala nazionale. Vetri sostiene che la cancellazione di qualche provincia non risolverebbe i gravi problemi economici del paese. Occorrerebbe, piuttosto, riempire di contenuti l’Ente Provincia potenziando le proprie competenze nel campo dei rifiuti, dell’acqua, della conservazione del patrimonio archeologico e di rilancio turistico del territorio. E’ necessario, secondo Vetri, assecondare la vocazione turistica del territorio rivalutando le nostre risorse e migliorando la viabilità provinciale in modo tale da dare nuovo slancio al settore. Greco, facendo trapelare un sottile pessimismo, paventa la possibilità che gli accorpamenti previsti a livello nazionale possano toccare anche la Sicilia. “Le precedenti amministrazioni provinciali, afferma il Presidente del Consiglio Provinciale, in assenza di vincoli alla spesa, hanno sperperato denaro pubblico non preoccupandosi minimamente delle tragiche conseguenze che avrebbero innescato. Oggi paghiamo tale menefreghismo dovendo amministrare nel rispetto del patto di stabilità che ci impedisce di liquidare i mandati di pagamento alle imprese creditrici paralizzando l’intero sistema”.
Ovviamente una analisi a caldo non è mai esaustiva ma in ogni caso porta ad altre riflessioni : è fuori di dubbio che l’aspetto più preoccupante è l’astensione : più del 52% a cui bisognerebbe aggiungere le schede bianche e quelle annullate dagli elettori , l’altro aspetto è dato dalla percentuale di votanti che hanno scelto di votare il M5S circa il 15% , e siamo convinti che una buona percentuale sono voti dati da cittadini che hanno dato un voto di protesta invece di astenersi , questi sono i dati su cui devono riflettere i partiti tradizionali . Ma delle domande sorgono  spontanee : sapranno e vorranno i partiti invertire la rotta ? vorranno fare piazza pulita al loro interno di personaggi impresentabili ? vorranno rendere la gestione delle pubbliche amministrazioni trasparenti ? Vorranno aprirsi realmente , in modo democratico , alle forze sane della società ? Vorranno che i cittadini siano tali e non sudditi ? Sapranno mettere in atto tutto quello che è necessario per riavvicinare i cittadini alla politica ??
Queste elezioni potrebbero essere il punto di inversione e di partenza. Speriamo !!!!!
Noi cercheremo di fare la nostra parte.

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