Salvatore Barbera, medico e consigliere nazionale ANAAO ASSOMED, e il Presidente di Lega Ambiente si appellano al principio di precauzione sul MUOS di Niscemi

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Il dott. Salvatore Barbera, stimato professionista della provincia di Enna e consigliere nazionale dell’ANAAO ASSOMED, la sigla più rappresentativa dei Dirigenti Medici, rilascia la propria dichiarazione in merito al MUOS di Niscemi, il temutissimo sistema di telecomunicazioni satellitari in via di installazione all’interno della sughereta niscemese: “Non ho presente quale possa essere l’utilità per la nostra terra di quest’opera, e nutro forti dubbi, suffragati da documenti di esperti, sulla non pericolosità per la salute umana e per l’inquinamento ambientale esteso all’intero ecosistema. Ragionevolezza vuole che si tenga conto di due principi: il principio di precauzione (stabilito dalla Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 1992) secondo il quale “In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”, e il principio deontologico medico: “Primum non nocere, “innanzitutto non nuocere”, uno dei più importanti principi etici della medicina. Alla luce di questo, è da considerare avvedutamente dannoso il MUOS di Niscemi.”  E il principio di precauzione viene richiamato anche da Lega Ambiente Sicilia in questa dichiarazione “In considerazione del principio di precauzione – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – chiediamo al governo di sospendere immediatamente la prosecuzione del progetto, in attesa che vegano valutati tutte le conseguenze sulla salute, e di garantire la massima trasparenza nel fornire le informazioni alla popolazione”.
Sul blog di Lega Ambiente si legge che “…Il MUOS è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma è gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ed è ancora nella sua fase di sviluppo. Il sistema comporta la creazione di un campo elettromagnetico enorme, perciò – come ricordano gli studi di Massimo Zucchetti (professore ordinario di impianti nucleari, cattedra di “Protezione dalle Radiazioni”, Politecnico di Torino) e Massimo Coraddu (consulente esterno, dipartimento di energetica, Politecnico di Torino) – “per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente, non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici presso la stazione NRTF di Niscemi, e anzi occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione, secondo la procedura di “riduzione a conformità” prevista dalla legislazione italiana in vigore. Alle emissioni del sistema MUOS sono associati rischi di gravi incidenti e di danni per la salute della popolazione e per l’ambiente, che andrebbero attentamente valutati, e che ne impediscono la realizzazione alla distanza di appena qualche Km da aree densamente abitate, come quella della cittadina di Niscemi”.

(Antonella Santarelli)

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