Il consigliere Salvatore Cacciato alla fondazione kore: “perché possa diventare veramente uno dei fattori dello sviluppo del territorio, occorre sottrarla a logiche impermeabili a qualsiasi processo democratico e di trasparenza.

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Duro attacco del consigliere Salvatore Cacciato ieri in aula durante il dibattito sull’università Kore  scaturito dalla mozione a firma dello stesso e del consigliere Giuseppe Regalbuto.   Riportiamo di seguito il testo integrale:  “Vorrei dare una risposta al presidente Cataldo Salerno che ha fatto un intervento a gamba tesa nei giorni scorsi sulla stampa locale. Risposta dovuta in questa sede opportuna non per fare passerella o cercare visibilità, ma per dovere istituzionale del ruolo ricoperto quale consigliere provinciale. Nessuno ha mai messo in discussione la presenza in sé dell’Università Kore nel territorio, dobbiamo però dire che non esiste nessun indicatore serio, tranne la propaganda, circa un significativo apporto allo sviluppo del territorio. Voglio ricordare al presidente Salerno, che forse ha memoria corta, che il sottoscritto ha appoggiato il suo progetto già nell’anno 2003 (a quel tempo ella era candidato presidente della Provincia Regionale di Enna) prima come candidato consigliere e successivamente quale componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Ennese Universitario: lungi da me il pregiudizio dichiarato da Salerno nei confronti dell’Università ad Enna. Non bisogna però confondere l’essere favorevole alla presenza dell’università con il ruolo che questa può svolgere per il territorio e soprattutto con l’attuale gestione di una struttura privata che ha tagliato i ponti con gli Enti istituzionali (Provincia – CEU) che l’hanno creata. Conseguenza di ciò l’impossibilità di questi Enti di intervenire nella funzione di controllo, indirizzo e partecipazione nella Fondazione Kore e quindi nella stessa Università. Purtroppo l’assetto dato nello statuto della Fondazione impedisce di fatto un rinnovo democratico degli organi di gestione, così come per statuto l’università rifiuta la statalizzazione. Rivendica lo status di università privata, ma non da conto dei cospicui finanziamenti pubblici: caso lampante di privatizzazione dei pubblici denari o delle nostre tasse: i locali ove è allocata sono di proprietà della Provincia ed il finanziamento fu concesso per destinarli alle scuole medie superiori (voglio rimarcare che per la costruzione sono stati spesi ben 25 miliardi di lire), risultato solo oneri tributari, locali delle superiori fatiscenti e non a norma e forse onerosi per i fitti, dovuti al cambio di destinazione dei finanziamenti.  Caro Presidente, non confondiamo le idee alla collettività, sicuramente le tasse della Kore sono inferiori a quelle delle altre università private, se le confrontiamo con la Luiss, la Bocconi, ecc., noi dobbiamo calarci nella realtà dell’Ennese e del territorio siciliano, nei redditi delle famiglie che sborsando 2.500 euro di tasse, sicuramente molto più alte rispetto alle università statali, si trovano fortemente penalizzate. Forse c’è molta confusione nell’idea di sviluppo del territorio, di qualità della vita, di presenza di infrastrutture, di vitalità economica e di capacità attrattiva. Il presidente Salerno pensa che l’università Kore così com’è sia di per sé “lo sviluppo”.

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