TUTTO IL MONDO GUADAGNA CON I BENI ARCHEOLOGICI TRANNE LA SICILIA: “La Venere di Morgantina non ha prodotto il miracolo economico”

Print Friendly, PDF & Email

Sul magazine “S” del mese di marzo 2013 in un articolo  a firma di Antonio Condorelli dal titolo SIAMO RICCHI E NON LO SAPPIAMO si parla delle migliaia di beni archeologici in giro per il mondo e che la Sicilia non ci guadagna nulla . Nel suddetto articolo il giornalista sostiene che tutti riescono a guadagnare con i beni archeologici siciliani. Inglesi , americani,francesi tutti tranne la Regione Siciliana e i siciliani.  Ancora una volta – aggiunge il Segretario generale della Fillea Cgil di Enna Alfredo Schilirò – non sappiamo sfruttare le risorse che potrebbero consentirci lo sviluppo del nostro territorio. A nostro parere – aggiunge Schilirò – il  patrimonio culturale e ambientale potrebbe rappresentare il volano di sviluppo e della nostra provincia e della Sicilia in generale.
Abbiamo accolto con tanta gioia con tanto entusiamo la Venere di Morgantina proveniente dal Getty Museum di Los Angeles ma a differenza del Museo americano molto visitato, ad Aidone si registrano solamente 36 visitatori al giorno circa.  Nel 2012 i visitatori dell’area archeologica di Morgantina sono stati 34419 per un incasso di 53 mila euro circa, mentre al museo sono stati staccati 46662 biglietti pari a 74700 euro circa. Quindi se i dati del 2012 venissero confermati in futuro, fra area archeologica e museo ogni anno la Venere permetterebbe di incassare circa 96000 euro.
Pare che negli accordi per il rientro della Venere sia prevista l’allestimento in Sicilia di una mostra di arte moderna con opere provenienti dall’estero, e dai calcoli fatti risulterebbe che per allestire detta mostra occorrerebbero 5 milioni di euro, pertanto continuando di questo passo, per recuperare i 5 milioni di euro legati alla mostra, l’appuntamento è fissato per il 2062.  Tutto ciò perchè al ritorno della Dea non ha corrisposto una valida condizione di proposta al pubblico per visitare il sito.
Mancano i collegamenti stradali con gli aeroporti e le grandi vie di comunicazione, mancano le infrastrutture necessarie per raggiungere in pochi minuti il sito , i punti di accoglienza, quindi mancano tutti gli strumenti atti a favorire l’afflusso di migliaia e migliaia di visitatori.
Se la dotazione infrastrutturale di strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti fotografa anche una economia e ne testimonia la vivacità e le dinamiche, –  la provincia di Enna è dentro un burrone. La dotazione stradale – spiega Schilirò – al di là degli indicatori, è estremamente carente perchè non consente, di fatto, collegamenti fluidi con le altre province e con altre località importanti.   
Dotando la provincia di nuove infrastrutture o restaurando le preesistenti quali la strada Panoramica di Enna, la strada Nord Sud,  le varie strade provinciali  ecc .ecc… e realizzando nuove strutture di accoglienza nonché sviluppando una rete di albergo diffuso nelle aree dei centri storici si creerebbero nuovi posti di lavoro in edilizia e si svilupperebbe una vivace economia per l’intera comunità.
IL SEGRETARIO GENERALE
FILLEA CGIL ENNA
Alfredo Schilirò

Related posts