I SINDACI DI LEONFORTE, NISSORIA, ASSORO AGIRA E 500 CITTADINI A PALERMO INCONTRANO L’ASSESSORE LUCIA BORSELLINO

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Domani 30 Gennaio 2014 circa 500 cittadini dei Comuni di Leonforte, Nissoria, Assoro e Agira, si recheranno con dieci autobus a Palermo. I cittadini accompagneranno i rispettivi Sindaci che alle 15.00 dovrebbero incontrare nella sua sede l’Assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino. Al l’Assessore Borsellino i Sindaci Sinatra, Glorioso, Bertini e Giunta chiederanno di rivedere il Piano Sanitario regionale lasciando all’ospedale di Leonforte Ferro Branciforte Capra il Pronto soccorso, la chirurgia e la medicina. I Sindaci rappresentano le istanze di 45000 cittadini di un comprensorio che per la storica criticità della viabilità stradale è lontano dai nosocomi di Enna e Nicosia. I Sindaci rappresenteranno la rabbia di tutti questi cittadini che si vendono sottrarre il fondamentale diritto alla salute a favore di altre comunità invece protette dalla presenza di esponenti politici regionali di un certo spessore.
Ieri 28 Gennaio una fiaccolata a cui hanno partecipato 3000 persone ha aperto la lotta ad oltranza che la Comunità intende intraprendere finché non avrà ottenuto quanto storicamente gli spetta.
Nel frattempo i Consigli Comunali hanno proclamato l’assemblea permanente e vengono giorno e notte presidiati.
Domani a Palermo mentre i Sindaci cercheranno di convincere i vertici regionali i 500 cittadini presenti sosterranno la battaglia con striscioni e inni davanti al palazzo dell’Assessorato alla Salute.
Leonfortesi, Nissorini, Assorini e Agirini se non saranno soddisfatti non si fermeranno e andranno avanti a oltranza con altre manifestazioni e iniziative.
Si vuol fare capire al Governo regionale e nazionale che il taglio alle spese deve essere fatto a quelle improduttive non certamente alla Sanità.
La storia del prestigioso ospedale Ferro Branciforte Capra, realizzato nel passato ormai lontano grazie alla donazione delle famiglie aristocratiche che lo avevano donato ai cittadini di Leonforte e ne avevano previsto anche una dote per il mantenimento dello stesso non può essere cancellata da un Governo regionale con un colpo di penna.

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