M5S ENNA:” START DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ENNA ALL’INSEGNA DEL MANCATO RISPETTO DELLE REGOLE DA PARTE DEL PD”

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Sicuramente i cittadini ennesi ricorderanno tutti gli slogan utilizzati in campagna elettorale in cui è stato utilizzato il termine “Cambiamento” e “Rinnovamento”. Già in campagna elettorale al Movimento 5 Stelle di Enna queste parole pronunciate dagli esponenti del PD e di Sicilia Democratica, sembravano delle vere e proprie battute comiche. Ma se qualcuno aveva dei dubbi in proposito e per un attimo ha pensato che ad Enna qualcosa potesse cambiare nel modo di fare politica, oggi si deve ricredere e darci ragione.
In occasione del primo Consiglio Comunale, che aveva all’ordine del giorno la proclamazione dei consiglieri e la nomina delle cariche di Presidente e di Vicepresidente del Consiglio, infatti, si è avuta la prima significativa dimostrazione che non è “cambiato” proprio niente e che per i consiglieri comunali del PD e Sicilia Democratica il termine “legalita’” e “rispetto delle regole” sono dei concetti astratti.
Il vocabolario Treccani definisce LEGALITA’: 1) “l’essere conforme alla legge ed a quanto è da questa prescritta”;
2) “situazione conforme alle leggi: rimanere, rientrare nella leggi, nei limiti prescritti o consentiti dall’ordinamento giuridico”.
L’art. 21 comma 2 dello Statuto Comunale di Enna prevede che “Il Vice Presidente eletto con le modalità stabilite dal regolamento comunale, deve essere espressione della minoranza consiliare”.
Il comma appena enunciato vuole assicurare che vengano rispettate le regole della democrazia, riconoscendo che questa carica sia espressione della minoranza.
Analizziamo ora la composizione del Consiglio Comunale di Enna: 15 consiglieri fanno parte del gruppo PD, 11 consiglieri del gruppo Patto per Enna, 2 del gruppo Sicilia Democratica (facente parte della coalizione che sosteneva il candidato sindaco Crisafulli) e 2 del M5S.
Alla luce di tali risultati, non si capisce quale sia la logica di considerare i due consiglieri di Sicilia democratica come espressione della minoranza!
Se il M5S non fa coalizioni e non è sostenuta da liste collaterali, se non fa alleanze e apparentamenti per scelta ideologica che lo caratterizza in tutti i gradi di governo, come fa a non essere considerata opposizione di minoranza?
Era, forse, tutto studiato al fine di accaparrarsi anche la poltrona della vicepresidenza in barba al rispetto di basilari regole democratiche? Pare proprio di si…
Chiaramente non è la carica di vice presidente del Consiglio ciò che conta per il M5S, perchè la nostra reale minoranza non ne riceverebbe alcun prestigio o alcun vantaggio che potrebbe cambiare lo status quo delle cose, ma quello che ci preme sottolineare – come sempre – è il rispetto delle regole che, ancora una volta, è stato disatteso prevalendo l’attaccamento alla poltrona piuttosto che il benessere della città. E siamo solo all’inizio!
La coalizione che ha sostenuto la candidatura di Maurizio Dipietro, invece, ha votato nel pieno rispetto del regolamento comunale anche alla luce del fatto che diverse sentenze del TAR si sono espresse in tale orientamento ovvero riconoscendo che la vicepresidenza del Consiglio Comunale spetti alla forza di opposizione che si trova in minoranza. Tutto ciò per il rispetto del buon senso che avrebbe permesso di formare una presidenza super partes, pronta a vigilare sul corretto svolgimento dei lavori.
Alcune forze politiche locali, seppur hanno cambiato volto ma non le logiche di partito, forse ancora non hanno capito che il M5S all’interno del Consiglio Comunale di Enna vigilerà attentamente affinchè la legalità torni essere un principio imprescindibile ed inderogabile nella gestione del bene pubblico.
Adesso i cittadini saranno messi al corrente di quello che avviene all’interno del Consiglio Comunale e siamo certi che sapranno valutare l’operato di ogni singolo componente dei gruppi consiliari.

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