SRR ENNA – DELIBERATA LA NUOVA DOTAZIONE ORGANICA

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Il Consiglio di Amministrazione della SRR composto dai sindaci , Dott. Armando Glorioso, presidente, Dott. Fabio Venezia, vicepresidente, Dott. Antonino Bevilacqua, componente, assistito dal presidente del Collegio sindacale, dott. Oliveri e dai collaboratori dott.ssa Maria Lena Bernunzio e il Sig. Giacomo Mancuso, ha deliberato la nuova Dotazione Organica. L’iter della legge 9 del 2010 è iniziato sei anni fa, poi la Regione è intervenuta con modifiche legislative nel 2013 e con numerose ordinanze del Presidente della Regione.  La SRR prenderà il posto dell’Ato Enna Euno spa ma occorre costruirla con grande attenzione senza mai più fare gli errori del passato come il sovrannumero di personale rispetto ai servizi effettivamente erogati.

Occorre una gestione più oculata delle risorse, più attenzione alla qualità del servizio e al costo per l’utente, uscire insomma dalla logica dei “ carrozzoni pubblici
meridionali”. La Dotazione Organica è stata elaborata sulla base del Piano d’Ambito approvato dalla Regione qualche settimana fa. Già nel piano erano contenute le esigenze dei profili professionali necessari a far funzionare il sistema dei rifiuti. Si è dunque partiti dai reali bisogni della struttura questa volta e non da altre esigenze spesso caldeggiate dalla politica. Il Consiglio di Amministrazione in questi quattro mesi dal suo insediamento ha lavorato alacremente. In primis, per dipanare la matassa della normativa non proprio agevole da applicare. Successivamente ha prodotto l’elenco del personale avente diritto al passaggio alla nuova SRR.
La Dotazione Organica fa luce sui reali bisogni nel settore della spazzatura in termini di risorse umane necessarie, settore che sarà gestito dalla SRR. Così come l’elenco del personale verifica chi ha il diritto e chi non di passare al nuovo sistema. E’ stata una scelta difficile quella di fotografare le reali esigenze, piuttosto che i desideri. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Come anche fare l’analisi del personale avente diritto o meno è sembrato un atto sacrilego!
Ma non potevamo rimanere a guardare senza prendere una decisione: come in una nave che sta affondando dove le scialuppe non sono sufficienti per tutti intanto salviamo le donne e bambini, poi gli anziani e così via! Invece negli anni passati siamo rimasti a contare ogni giorno i posti nelle scialuppe e alla fine non avendo il coraggio di fare delle scelte abbiamo rischiato di morire tutti. Ma nessuno morirà perché ci saranno gli ammortizzatori sociali per chi non lavorerà subito. Per alcune persone penso che rispetto all’attuale situazione potrà pure essere una rinascita. Dall’analisi appunto della dotazione organica risulta la seguente situazione:
In particolare il personale dei cantieri è quello previsto dalle amministrazioni comunali e, dunque, i sindaci non si potranno lamentare di eventuali sovra o sotto dimensionamenti. Per quanto riguarda invece gli altri profili, quelli dei servizi degli impianti provinciali e ai servizi provinciali erogati dalla SRR anche presso i Comuni, i dati sono frutto di accurate elaborazioni del gruppo di lavoro che ha creato il documento del Piano d’Ambito.

Infine, il personale necessario alla SRR per svolgere la sua funzione di società di regolamentazione del sistema dei rifiuti, composto da 9 unità interne e 32 unità di appoggio esterno ai cantieri e agli
impianti, dato che rispetta il limite massimo di 1/9 del personale operativo in senso stretto.

Il personale avente diritto al passaggio ai sensi della legge 9 del 8/04/2010, art.19 commi 6,7,8, invece, è in numero di 429 unità con profili diversi. Non tutti hanno i requisiti della legge ma l’accordo quadro del 6/8/2013 sottoscritto dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali regionali e provinciali prevedeva che anche coloro che non avevano i requisiti di legge potevano entrare, ma in lista di attesa. Dunque, a regime, vi saranno solo 17 unità in esubero, che al momento non è possibile stabilire. Questi troveranno spazio successivamente in quanto ci sono delle persone che andranno in pensione e altri che potranno ritirarsi nei Comuni. Per quanto riguarda invece l’avviamento al lavoro nella nuova società, questo dipenderà dai tempi di partenza degli
affidamenti dei cantieri o dei servizi. Poiché solo con la partenza di tali attività la SRR potrà avere le risorse finanziarie per pagare i salari e gli stipendi e versare i relativi contributi. Il problema che si pone è connesso in prospettiva con il rischio di non poter pagare le retribuzioni e non poter pagare contributi e ritenute, ora che la SRR diventa datrice di lavoro, per cui occorre regolare bene il rapporto con gli utilizzatori di cui al comma 8 dell’art. 19 della L.R. 9/2010. A tal fine i Comuni dovranno pagare direttamente il costo di tutto il personale di cantiere, nonché il costo delle spese generali della SRR e nella misura di 1/9 del costo dei lavoratori di cantiere le spese del personale tecnico amministrativo necessario allo svolgimento dei servizi. Somme già approvate e ritenute accettabili da tutti i Comuni.

Il personale destinato agli impianti attualmente chiusi, 60 unità,dovrà accedere agli ammortizzatori sociali per il periodo necessario alla messa in funzione di tali impianti attraverso un serio progetto industriale. Al fine di evitare problemi di ordine sociale si chiederà la disponibilità di quanti sono favorevoli spontaneamente ad accedere agli ammortizzatori sociali. Altrimenti di concerto con i sindacati si procederà alla formazione di una graduatoria unica provinciale. Ai lavoratori sarà altresì proposto un contratto aziendale che per un periodo di 5 anni abbassi i salari più alti, mentre rimarranno inalterati i salari più bassi con una franchigia di almeno 1000 euro lordi. Tutto ciò per abbassare ulteriormente il costo del servizio, in quanto la grave crisi
economica rende pesante la bolletta della TARI per le famiglie.

Adesso dovrà iniziare una corsa contro il tempo per terminare gli affidamenti e dunque transitare il personale nella nuova SRR. Alcuni Comuni sono pronti: Regalbuto, Centuripe, Nicosia, Leonforte, Nissoria, Barrafranca, Pietraperzia, Troina, Enna, mentre gli altri saranno prestissimo convocati per fare una scelta, che potrebbe essere quella di utilizzare per il servizio la società in house A&T srl, scelta che io non condivido perché ci sarebbe una commistione non salutare di attività eterogenee, costituita infatti allo scopo esclusivo di gestire gli impianti, oppure promuovere immediatamente un’altra società in house tra di loro, scelta più logica . L’alternativa potrebbe essere l’affidamento ad un privato ma non è consigliabile. In ogni caso i dipendenti saranno tutti in capo alla SRR la quale dovrà regolamentare e sorvegliare nell’intero ambito tutte le attività. Mario Barbarino

 

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