VILLAROSA, OPERAZIONE VILLA 2

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Alle prime ore di giovedì 04 Aprile 2019, i Carabinieri del Comando Provinciale di Enna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di cinque soggetti di Villarosa, indagati a vario titolo per i reati di cessione e detenzione, a fini di spaccio, di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana. La presente indagine, sfociata nel provvedimento cautelare, è figlia di una precedente attività investigativa svolta dai Carabinieri della Compagnia di Enna, denominata “Villa” e conclusa nel Luglio 2017, a seguito della quale venivano deferite all’A.G. ennese 27 persone Le acquisizioni dell’epoca avevano consentito di appurare la commissione di vari reati, tra cui spaccio di stupefacenti, furti in abitazione e riciclaggio. L’ulteriore spunto investigativo posto alla base delle indagini è rappresentato dalla denuncia in stato di libertà, operata nel mese di Settembre 2018 dai Carabinieri di Enna, nei confronti di due minorenni villarosani, trovati in possesso, nei pressi del terminal bus di Enna alta, di circa 20 grammi di hashish, suddivisi in dosi e pronti per la vendita. Sulla base delle sopra indicate acquisizioni info-investigative, la Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Enna ha avviato, nel mese di ottobre 2018, una mirata attività d’indagine, supportata anche da intercettazioni telefoniche ed ambientali, nei confronti di diversi soggetti, a vario titolo ritenuti vicini agli attuali indagati. Da subito, emergeva la figura di S. M.L. quale punto di riferimento per l’approvvigionamento della droga e per il successivo spaccio, curato da altri soggetti con i quali lo stesso intratteneva costanti rapporti di amicizia, oltre che vincoli di parentela. Egli, infatti, si occupava di reperire in più occasioni, sul mercato illecito palermitano e nisseno, la sostanza stupefacente, al cui trasporto provvedeva personalmente, con l’ausilio di D.C.A., il quale metteva a disposizione la propria autovettura, anche in cambio di alcune dosi per consumo personale. Il modus operandi consisteva anche nel trasporto a domicilio delle dosi che venivano commissionate dagli acquirenti al S. M.L. e al G.S., il quale ultimo si adoperava in qualità di pusher per effettuare, a bordo del proprio ciclomotore, le consegne della droga sia presso le abitazioni dei consumatori, sia all’interno delle ville comunali di Villarosa, punto di incontro dato agli acquirenti del posto ed a quelli provenienti da comuni limitrofi. G. G., anche lui specializzato nell’attività di consegna a domicilio in ausilio al fratello, viaggiava spesso insieme al S. M. M., che lo accompagnava nelle uscite di spaccio. Nel corso dell’indagine, le attività di intercettazione poste in essere consentivano di effettuare numerosi riscontri, nei quali si cristallizzava l’attività di spaccio precedentemente posta in essere, e di trarre, altresì, in arresto S. M.L., poiché trovato in possesso di circa mezzo chilo di hashish. In particolare, il 3 Dicembre 2018, dopo aver intimato l’alt all’autovettura su cui l’indagato viaggiava insieme al fratello e al D. C., i Carabinieri notavano che gli occupanti del mezzo, alla vista della pattuglia e prima di arrestare la corsa del veicolo, avevano tentato di disfarsi della droga, gettandola dal finestrino dell’autovettura. Tentativo vanificato dall’intervento dei Militari, che potevano constatare come gli oggetti lanciati sull’asfalto dai tre soggetti fossero cinque panetti di hashish del peso complessivo di mezzo chilo, la cui detenzione veniva contestata al S. M. L., il quale veniva dichiarato conseguentemente in stato di arresto. In totale, sono stati documentati 93 episodi di cessione di sostanza stupefacente, circostanza che attesta la particolare pericolosità e propensione a delinquere degli indagati, che non si facevano scrupoli a distribuire lo stupefacente anche a minorenni, attirandoli così nello spettro della dipendenza da droghe. Le risultanze raccolte all’esito dell’attività sopra descritta, conclusasi nel mese di Gennaio scorso, sono state attentamente vagliate e pienamente condivise dal P.M. titolare delle indagini, Dott. Lo Gerfo, e successivamente recepite dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dott.ssa Bruno, che le ha tradotte, infine, nell’ordinanza eseguita questa mattina dai Militari dell’Arma.

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