Piazza Armerina: nascondevano droga già pronta per lo spaccio, ma l’infallibile cane-poliziotto fiuta i nascondigli all’interno delle loro abitazioni

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Nella giornata di Sabato, nell’ambito dell’implementazione dei servizi finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti – disposti a Piazza Armerina (EN) dal Sig. Questore di Enna, Dr. Antonino Pietro Romeo – gli uomini della Squadra Mobile di Enna insieme ai colleghi del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina hanno arrestato NJEI Lamin, gambiano, classe 1999, e TASSOU JEAN-MATHIEU Simo, camerunense classe ‘86, colti –nel corso di due distinte attività di polizia- in flagranza di reato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Ancora una volta decisivo, per entrambi gli arresti, è stato il contributo di un simpatico cane-poliziotto, Sky che già in passato si era reso protagonista di altre brillanti attività di polizia nella città dei mosaici, coronati da consistenti sequestri di droga ed armi con conseguenti arresti in flagranza. Fatti Nelle prime ore della mattinata di sabato, i poliziotti, sviluppando le informazioni acquisite nel corso della costante e capillare attività di controllo del territorio, procedevano ad effettuare numerose perquisizioni alla ricerca di sostanze stupefacenti, avvalendosi ancora una volta del prezioso ausilio delle unità cinofile specializzate, in forza all’U.P.G.S.P. della Questura di Catania. In particolare, per ciò che concerne il primo arresto, durante l’attività di controllo tra le vie del centro storico armerino il cane antidroga SKY “puntava” immediatamente e con insistenza un giovane (identificato poi in NJEI Lamin), soffermandosi in particolare ad odorare le scarpe di quest’ultimo ed i pantaloni, indice del fatto che verosimilmente il giovane gambiano aveva poco prima manipolato sostanza stupefacente. Affidandosi al “fiuto” investigativo del cane poliziotto, i suoi “colleghi” decidevano di estendere la perquisizione presso l’abitazione temporanea del giovane – ospitato da un connazionale – idea rivelatasi brillante, dal momento che la perquisizione consentiva di rinvenire, sotto il cuscino della poltrona posta all’interno della sua camera da letto, un calzino con nr.19 confezioni realizzate con della carta a righe a loro volta contenenti 35 grammi di marijuana. Inoltre, all’interno del portafogli del NJEI Lamin, si rinveniva la somma in contanti di euro 125,00 di vario taglio, sicuro provento dell’attività di spaccio di stupefacente, poiché il giovane risulta inoccupato, pur girando spesso per l’Europa. A questo punto il NJEI Lamin, vistosi oramai scoperto, ammetteva spontaneamente le sue responsabilità e veniva dichiarato in stato di arresto. In maniera indefessa e senza lesinare energie, gli investigatori proseguivano le perquisizioni nel centro storico della città dei mosaici giungendo a perquisire l’alloggio in cui dimorava il Tassou, ritrovando diverso materiale utile per il confezionamento della droga in dosi ed in particolare nel cestino si rinvenivano alcuni ritagli di carta ricavati da comuni quadernoni​scolastici, fra l’altro pure presenti all’interno della stanza, oltre a 30 € in contanti probabile provento dell’attività di spaccio, dal momento che pur non lavorando il TASSOU è un assiduo frequentatore di sale scommesse del centro armerino. Grazie ad una certosina attività di ricostruzione info-investigativa si riusciva ad individuare un altro locale di cui lo stesso Tassou aveva la disponibilità, ovvero un appartamento dove fino a poco tempo addietro dimorava e che continuava assiduamente a frequentare anche più volte al giorno. Eseguendo in quel locale un’accurata perquisizione, SKY fiutava qualcosa di sospetto sopra uno scaldabagno, abbaiando. Qui i poliziotti recuperavano un calzino contente 24 dosi di marijuana del peso di 46 grammi, confezionate con la stessa identica carta rinvenuta poco prima nell’alloggio del Tassou, il quale veniva pertanto dichiarato in stato di arresto. Ultimati gli adempimenti di rito, come disposto per entrambi gli extra-comunitari dall’A.G. procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna – che coordina brillantemente le indagini, nella persona del Sostituto Procuratore Dr.ssa Stefania Leonte – gli arrestati venivano posti agli arresti domiciliari presso le loro abitazioni


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