FESTA DI SAN VINCENZO A PIETRAPERZIA NEL SESTO CENTENARIO DELLA MORTE (1419 – 2019)

Print Friendly, PDF & Email

Domenica 28 aprile si è svolta a Pietraperzia la festa di San Vincenzo Ferreri protettore dei muratori la quale, secondo la tradizione pietrina, viene celebrata la domenica successiva a Pasqua.

Anche quest’anno ad organizzare l’evento è stata la confraternita Maria Santissima del Rosario, il cui governatore è il geometra Vincenzo Taibi.

La stessa è tra le più antiche confraternite di Pietraperzia, istituita nel diciottesimo secolo dai frati domenicani, i quali dimoravano presso l’antico convento adiacente alla Chiesa del Rosario (l’attuale sede del Comune di Pietraperzia), dopo essere stata sciolta negli anni 50’, è tornata nuovamente ad essere attiva circa due anni fa, precisamente nel 2017.

San Vincenzo, quest’anno portato a spalla, è uscito in processione alle ore 20:00 e, non appena arrivato in piazza Vittorio Emanuele, congiuntosi con il simulacro della Madonna di Pasqua,   hanno continuato insieme il consueto percorso.   

A concelebrare sono stati Don Giuseppe Rabita e Don Osvaldo William Brugnone, rispettivamente parroci delle chiese Madonna delle Grazie e chiesa Madre di Pietraperzia. Erano presenti alla processione oltre alla confraternita Maria Santissima del Rosario, anche la confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo, l’amministrazione comunale e la banda musicale “Maestro Vincenzo Ligambi”.

Ricordiamo inoltre che proprio quest’anno ricorre il sesto Centenario della morte di San Vincenzo Ferreri (1419 – 2019).  

Secondo un excursus storico più o meno ampio, possiamo annoverare la figura di San Vincenzo Ferreri in un periodo storico particolare conosciuto come “lo Scisma d’Occidente” o “Grande Scisma”, caratterizzato dalla crisi del potere papale, ovvero con una Chiesa divisa tra due pontefici: Urbano VI e Clemente VII con sedi papali rispettivamente a Roma ed Avignone.

Tutto ebbe inizio quando la sede apostolica venne trasferita da Avignone a Roma per volere di papa Gregorio XI. Nel 1377 infatti, subito dopo la sua morte, i Romani si rivoltarono contro il collegio cardinalizio con lo scopo di evitare l’elezione di un papa che fosse francese, allontanando così la possibilità di un ritorno della sede Pontificia in Francia.

Fu così che venne eletto papa un napoletano di nome Bartolomeo Prignano, il quale assunse il nome di Urbano VI. Naturalmente i cardinali francesi, amareggiati da tutto ciò, abbandonarono Roma e, subito dopo cinque mesi, elessero un altro papa il cardinale Roberto di Ginevra, il quale salì in carica con il nome di Clemente VII.

Per fortuna, circa quarant’anni dopo, lo Scisma ebbe fine, esattamente nel 1417, durante un concilio voluto da Sigismondo di Lussemburgo, ove venne eletto un unico pontefice  il cardinale Oddone Colonna, il quale prese il nome di Martino V.

Fu proprio all’interno di un tale contesto storico che Vincenzo, subito dopo essere guarito da una grave malattia, (secondo lui grazie ad un intervento divino, si narra infatti che gli apparvero San Domenico e San Francesco d’Assisi sia per guarirlo che per affidargli il compito di predicatore), all’età di circa 17 anni, entrò a far parte dell’Ordine dei Frati Predicatori (i Domenicani), e cominciò ben presto ad essere conosciuto da tutti per le sue meravigliose prediche, spesso contrassegnate da innumerevoli conversioni e miracoli. Nel processo di canonizzazione infatti, gli vennero attribuiti ben 873 miracoli, ecco perché venne riconosciuto anche come  Santo Taumaturgo.

Fra i tanti miracoli operati da San Vincenzo, si narra di uno avvenuto proprio a Pietraperzia tantissimi anni fa quando, a causa della povertà che affliggeva l’intera popolazione, non vi erano abbastanza soldi per poter comperare la cera che sarebbe servita per la celebrazione della festa di San Vincenzo. In quell’anno infatti ne venne adoperata soltanto una minima quantità che, miracolosamente, riuscì a bastare per tutte le intere giornate della festa.

GIOVANNA MODESTO  

Related posts