Enna, Piazza Armerina: Operazione «Retiarius»; denunciate 47 persone

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All’Alba di stamane, la Polizia di Stato, ed in particolare la Squadra Mobile di Enna ed il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, a conclusione di articolata e complessa attività investigativa – coordinata brillantemente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna – nelle persone del Sig. Procuratore dott. Massimo Palmeri e del Sost. Proc. dott. Orazio Longo – ha proceduto – con la collaborazione della Squadra Mobile di Catania, della Polizia Scientifica, della Digos, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, dei Commissariati di Leonforte e Nicosia, ed altre articolazioni della Questura di Enna, della Polizia Stradale, nonché del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale – Palermo – e delle Unità Cinofile Antidroga della Questura di Palermo – ad eseguire 24 misure cautelari, arrestando 14 soggetti, ed effettuare delle perquisizioni delegate nei confronti sia degli arrestati che degli altri destinatari di misura cautelare, tutti indagati per reati inerenti la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti – e, nello specifico, marijuana, hascisc e cocaina – dimoranti a Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Barrafranca, Catania, Ramacca e San Cono.
Le indagini hanno riguardato anche diversi soggetti all’epoca minorenni, indiziati di varie condotte di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, anche in concorso con gli indagati maggiorenni, per i quali i poliziotti hanno eseguito – su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta – delle perquisizioni e contestuale notifica dell’informazione di garanzia.
In particolare, l’ attività investigativa svolta dai poliziotti consentiva di accertare una ramificata ed attiva rete di soggetti, che, tra la fine del 2016 ed il primo semestre del 2017, operava tra Piazza Armerina, i centri limitrofi e la provincia di Catania, dedicandosi all’acquisto, al trasporto, alla detenzione ed alla commercializzazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, hascisc e cocaina. L’indagine si è protratta per circa 9 mesi, periodo in cui sono stati effettuati numerosi arresti per tentare di disarticolare i vari gruppi di spacciatori e “interrompere” i canali di approvvigionamento dello stupefacente che giungeva nel “florido mercato illecito” di Piazza Armerina, acquisendo per alcuni indagati, peraltro, ulteriori riscontri della prosecuzione della loro attività illecita fino alla scorsa primavera.
L’indagine in argomento traeva origine da una preliminare attività di controllo condotta sul territorio, durante la quale si aveva modo registrare un incremento della diffusione di sostanze stupefacenti nel centro armerino ed in quello di Valguarnera Caropepe, ove venivano individuati e controllati diversi giovani, anche minorenni trovati in possesso di droghe di vario tipo.
La consequenziale attività info – investigativa, consentiva, quindi, di individuare i principali “spacciatori” di dette sostanze fra i soggetti oggi destinatari della misura cautelare ed altri già noti poiché più volte arrestati, anche in flagranza di reato, per delitti connessi al traffico di stupefacenti. Veniva pertanto avviata una articolata attività di indagine – con intercettazioni telefoniche e tra presenti nonché attività di osservazione anche con video sorveglianza – attraverso i quali si faceva luce sullo spaccio di sostanze stupefacenti nella città armerina. Dalle indagini emergeva come gli indagati pianificassero logisticamente le operazioni di approvvigionamento dello stupefacente; ne curassero dettagliatamente il trasporto; ne destinassero l’utilizzo attraverso l’attività di spaccio al dettaglio; il volume d’affari ragguardevole era tale da consentire ai vari indagati di sostenersi e di mantenere un buon tenore di vita.
Le indagini consentivano di scoprire i c.d. “canali di approvvigionamento”, che venivano individuati, fra gli altri, nei “catanesi” P. M. A., donna, I. G. e D.F.; nei pregiudicati di Ramacca S. V. e C. D., nel pregiudicato D. M. di San Cono.
Per meglio comprendere i canali di approvvigionamento, la composizione dei gruppi criminali e lo spaccio nei centri di interesse, si riportano, di seguito, degli schemi riassuntivi, che riportano i nomi e/o le inziali dei destinatari della misura cautelari, che attuavano il loro programma criminoso unitamente ad altri 22 indagati, quattro all’epoca minorenni (due classe 1999, e due classe 2000), in stato di libertà.


Il quadro probatorio, come nel dettaglio di seguito riportato, veniva ulteriormente arricchito dai numerosi sequestri, di sostanze stupefacenti, armi clandestine e, per alcuni, beni di provenienza illecita, operati dai poliziotti, tra i quali si menzionano schematicamente i più rilevanti:
 in data 21/01/2017: S. V. e C. D., venivano arrestati poiché, giunti a Piazza Armerina e provenienti dal loro centro di residenza, Ramacca, venivano colti, in concorso tra loro, nella flagranza del reato di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/90 (detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina), nonché, per quanto attiene il solo S. V., per il reato p. e p. dall’art. 4 della L. 110/75 per aver portato senza giustificato motivo un’arma bianca da punta e da taglio, nella fattispecie un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 15 cm la cui sola lama di cm 7;
 in data 03.02.2017: a riscontro del servizio di osservazione a mezzo telecamere collocate nella via Romano di Piazza Armerina, N. F. veniva tratto in arresto poiché colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di grammi 951 circa di marijuana, nonché di materiale utilizzato per il confezionamento e lo smercio;
 in data 03/02/2017: C. S. veniva tratto in arresto poiché colto nella flagranza del reato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di grammi 35,4 circa di marijuana, nonché indagato per il reato di cui all’art. 4 della L. 110/75 per aver portato al seguito, senza giustificato motivo, uno strumento atto ad offendere, nello specifico un bastone in plastica dura della lunghezza di cm. 43;
 in data 24/02/2017: in Piazza Armerina, veniva tratto in arresto G. M., poiché colto nella flagranza del reato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di grammi 32,3 circa, al loro delle confezioni, di marijuana. Nell’occasione, il prefato che stava rientrando da Ramacca presso cui aveva ricevuto lo stupefacente da S. V.;
 in data 28/03/2017: veniva tratto in arresto S. A., poiché colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di grammi 33,2 di marijuana e di grammi 2,8 di cocaina, suddivisa in nr. 2 involucri di carta alluminio;
 in data 12/04/2017: C. E. in concorso con altro indagato venivano tratti in arresto, in concorso tra loro, per aver trasportato e detenuto grammi 102,00 di marijuana, acquistata dall’indagato D. F. di Catania;
 in data 05/05/2017 S. V. veniva arrestato nella flagranza del reato di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/90 e all’art. 697 c.p. in relazione all’art. 38 T.U.L.P.S., per avere detenuto, ai fini di spaccio, grammi 293,00 di marijuana, nonché per avere illegalmente detenuto nr. 4 cartucce cal. 7,65, all’interno dell’abitazione in Ramacca;
 in data 06/05/2017: C. F. veniva arrestato poiché colto nella flagranza del reato di cui all’art. 23, comma 3, L. 110 del 1975, in quanto deteneva un “congegno micidiale”, “arma clandestina”, costituita da più tubi di acciaio, tra loro interposti e lavorati, idonei a costituire un’arma da fuoco, capace di esplodere cartucce calibro 12;
 in data 26/05/2017: I. G., P. M. A. venivano tratti in arresto, poiché colti nella flagranza di reato, in concorso tra loro, di trasporto e detenzione ai fini di spaccio, di grammi 1008,5 di marijuana e grammi 2,2 di cocaina;
 in data 03/06/2017: a riscontro dei servizi tecnici in atto, L. F. e altro indagato venivano arrestati perché, in concorso tra loro, trasportavano e detenevano, ai fini di spaccio, di grammi 99,00 di marijuana avvolti in oltre 212 “ovuli”;
 in data 16/06/2017: gli investigatori procedevano alla perquisizione personale di L.M. M. veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di gr. 56,00 di marijuana e materiale per il confezionamento;
 in data 07.10.2017: all’interno del parco comunale “Villa Garibaldi” di Piazza Armerina, L.M. M. veniva arrestato, in concorso con altri poiché colto nella flagranza del delitto di spaccio di marijuana in favore di minorenni, oltre ad essere trovato in possesso di alcune dosi di detta sostanza stupefacente pronta per essere spacciata all’interno del citato Parco;
 in data 25.01.2019: arresto di S. A. e denuncia in stato di libertà della moglie, il quale nascondeva marijuana, cocaina ed armi nel controsoffitto, tradito dal suo “pappagallo da guardia”; Nella mattina del 25.01.2019 con l’ausilio di unità cinofile della Questura di Catania, si operava perquisizione locale presso l’abitazione. A tal proposito gli operatori venivano insospettiti dall’insolita posizione della gabbia ove alloggiava un pappagallo – nonostante il freddo ubicata all’esterno, sulla soglia dell’abitazione – come se svolgesse un’insolita funzione d’allarme. Nell’occorso, i cani antidroga, raggiunto il salotto, puntavano con insistenza il controsoffitto in cartongesso. Proprio nello spazio tra la tra la soletta del soffitto ed il controsoffitto venivano recuperati 13 involucri confezionati con carta e cellophane, contenenti, ognuno, della marijuana per un peso complessivo di gr. 2.500,00. Ancora, sempre in detto controsoffitto, in prossimità del medesimo punto in cui venivano occultati i suddetti involucri, si recuperava un portamonete in stoffa che conteneva un ovetto in plastica contenente cocaina per un peso complessivo di gr. 16,00 grammi.
Nello stesso luogo, infine, si rinveniva e sequestrava una pistola a tamburo marca Taurus, carica di nr. cartucce, che risultava provento di furto.


Inoltre, lo sviluppo dell’attività di indagine ha permesso di delineare una “scissione” all’interno del gruppo criminale operante nel territorio di Piazza Armerina. Nello specifico T. A., che fino a quel momento collaborava con N. F. nell’attività di spaccio dello stupefacente, fornito da S. V., decideva di mettersi in proprio intimando al N. F. di non spacciare più “nella zona di suo interesse”. Sintomatica, infatti, appariva la richiesta di aiuto avanzata da N. F., immediatamente dopo aver ricevuto le minacce dal T. – a S. V., il quale, per tutta risposta, cercava di rassicurare i suoi “affiliati” promettendo un suo pronto intervento. La “riunione” per dirimere i contrasti insorti fra il T e il N, infatti, veniva organizzata nel gennaio 2017 a Ramacca, riunione a cui prendeva parte S. V., .C. D., T A, T. A. e C. F.


Il P.M. titolare delle indagini, valutati gli esiti dell’attività investigativa (esplicata, si ripete, anche con operazioni tecniche di video sorveglianza dell’aree di spaccio, intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltreché decine di servizi sul territorio, che hanno portato ad oltre 20 numerosi arresti in flagranza, 31 sequestri di sostanza stupefacente del tipo marijuana, hascisc e cocaina – per circa 6 kg – e decine di contestazioni agli acquirenti per uso personale di stupefacenti) avanzava al G.I.P. presso il Tribunale di Enna richiesta di Ordinanza di Misura Cautelare, che veniva accolta, dal G.I.P., dott.ssa Maria Luisa Bruno, con conseguente emissione di provvedimenti cautelari a carico dei sottonotati soggetti:,
In ordine al delitto previsto e punito dall’art. 81 cpv. c.p. e 73 D.P.R. 9 ottobre 1990 nr. 309 (nella formulazione ante L. 49/06 per effetto della sentenza Corte Costituzionale 32/2014), perché, anche talvolta in concorso tra loro e con altri indagati in stato di libertà, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza l’autorizzazione di cui all’art. 17 e fuori dalle ipotesi previste dall’art. 75 della stessa legge, illecitamente detenevano in quantità tali da non apparire destinata ad un uso personale, offrivano, mettevano in vendita, cedevano, distribuivano, commerciavano, trasportavano, procuravano ad altri, consegnavano, vendevano, quantitativi vari di sostanza stupefacente di tipo marijuana, hascisc, cocaina.
Talvolta anche con l’ l’aggravante ex art. 80 D.P.R. 9 ottobre 1990 nr. 309, offerta e cessione effettuata in favore di minori, o in prossimità di scuole, comunità giovanili, caserme, strutture per cura e riabilitazione dei tossicodipendenti.

Fatti commessi in varie località, Piazza Armerina (EN), Barrafranca, Aidone, Valguarnera Caropepe, Barrafranca, a partire dal dicembre 2016 al settembre 2017.

Nel corso delle perquisizioni, si è proceduto al sequestro dei alcuni quantitativi di sostanza stupefacente, di varia pezzatura e che di seguito meglio si descrivono:

I soggetti trovati in possesso della marijuana, venivano deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il così accertato nuovo episodio di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’operazione, particolarmente complessa, ha visto il coinvolgimento di circa un centinaio di poliziotti, fra cui anche personale della Polizia Scientifica e dei Reparti Speciali dei Cinofili e dei Reparti Prevenzione Crimine, grazie alla Costanza dell’azione investigativa della Polizia di Stato, ha permesso, fra l’altro, di restituire alla collettività gli spazi pubblici della città di Piazza Armerina – alcune piazze, vie del centro storico – che erano diventate degradate piazze di spaccio alla mercé di giovani soggetti, i quali non hanno dimostrato alcuno scrupolo nel condurre una frenetica attività di spaccio anche in favore di giovanissimi o di soggetti già tossicodipendenti in cura: spesso tutto questo dinanzi allo sguardo dei cittadini costretti a subire il deprecabile fenomeno; inoltre sono state smantellate diverse direttrici del traffico di sostanze stupefacenti che univano la città mosaici con altri comuni della Provincia – Barrafranca, Valguarnera Caropepe, Aidone – e delle Province limitrofe – Catania, Ramacca, San Cono.

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